Il sell-off sull'AI colpisce anche Wall Street: apertura in territorio negativo


Wall Street si prepara ad avviare la seduta di martedì in deciso territorio negativo, trascinata da una nuova ondata di vendite sul comparto tecnologico che ha colpito durante la notte i mercati asiatici e si è estesa ai future statunitensi.


Le principali Borse dell'Asia hanno chiuso in forte calo, con il Nikkei giapponese in ribasso del 3,55%, l'Hang Seng di Hong Kong in flessione dell'1,82%, il Nifty 50 indiano in perdita dell'1,16%, mentre lo Shanghai Composite ha ceduto l'1,37%. Più contenute le perdite per l'ASX 200 australiano (-0,33%).


Al centro delle vendite si trova ancora una volta il settore dei semiconduttori. Micron Technology arretra dell'11% nel pre-market statunitense, innescando un'ondata di realizzi che coinvolge l'intera filiera dei chip. Sandisk perde il 12%, Seagate Technology oltre l'8%, mentre Intel cede il 4%. Sotto pressione anche Advanced Micro Devices (-5%) e Qualcomm (-8%).


Il comparto tecnologico nel suo complesso registra pesanti deflussi: l'ETF Technology Select Sector SPDR (XLK) lascia sul terreno il 3%, mentre il VanEck Semiconductor ETF (SMH) crolla del 6%, segnalando un marcato deterioramento del sentiment verso il settore.


Tra i titoli a maggiore capitalizzazione continua inoltre la debolezza di Alphabet, in calo di quasi il 2% dopo il tonfo del 5% registrato nella seduta precedente. Sul gruppo pesano le preoccupazioni degli investitori per le recenti uscite di figure chiave impegnate nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, in un momento in cui la competizione nel settore resta particolarmente intensa.


L'attenzione degli operatori resta concentrata sulla tenuta del comparto tecnologico, principale motore del rally azionario degli ultimi trimestri. La brusca correzione del settore rischia infatti di aumentare la volatilità dei listini statunitensi e di pesare sull'andamento degli indici nelle prime ore di contrattazione.