Avvio positivo per i mercati azionari statunitensi nella seduta di lunedì, sostenuti dall'allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dal forte calo delle quotazioni petrolifere dopo gli sviluppi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.
A metà mattinata di New York, il Dow Jones Industrial Average guadagna 231 punti (+0,45%) a 51.795 punti, mentre l'S&P 500 sale dello 0,32% a 7.525 punti. Più contenuto il rialzo del Nasdaq Composite, in progresso dello 0,06% a 26.535 punti, mentre il Nasdaq 100 avanza dello 0,69%. Bene anche il Russell 2000 delle piccole e medie capitalizzazioni, che cresce dello 0,81%.
A sostenere il sentiment degli investitori è soprattutto la svolta diplomatica emersa nel fine settimana dai colloqui tra Washington e Teheran in Svizzera. Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato l'autorizzazione temporanea, per 60 giorni, alla produzione, consegna e vendita di petrolio iraniano, nell'ambito di un quadro negoziale che punta a raggiungere un accordo definitivo entro agosto.
La notizia ha provocato una brusca discesa dei prezzi del greggio. Il Brent perde oltre il 3%, scendendo intorno ai 77 dollari al barile, mentre il WTI americano arretra di oltre il 2% a circa 74 dollari. Gli operatori ritengono che un eventuale ritorno sul mercato di maggiori volumi di petrolio iraniano possa contribuire ad aumentare l'offerta globale e ad attenuare le pressioni sui prezzi energetici.
Tra i protagonisti di giornata spicca Micron Technology, che sale di oltre il 3% in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali prevista per mercoledì dopo la chiusura di Wall Street. Il comparto dei semiconduttori mostra un andamento particolarmente brillante: Advanced Micro Devices (AMD) guadagna circa il 4%, Intel avanza del 3% e Nvidia registra un progresso vicino all'1%.
Sul fronte opposto, SpaceX risulta tra i titoli più deboli della seduta, con una flessione dell'8%, che la avvia verso la terza giornata consecutiva di ribassi.
L'attenzione degli investitori resta tuttavia concentrata sui dati macroeconomici. Il principale appuntamento della settimana sarà giovedì con la pubblicazione dell'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) di maggio, l'indicatore d'inflazione preferito dalla Federal Reserve. Gli economisti prevedono un'accelerazione della componente core rispetto al mese precedente.
Dopo il tono prudente emerso dall'ultima riunione della Fed, il mercato monitora con attenzione ogni segnale sui prezzi che potrebbe influenzare il percorso della politica monetaria. Alcuni operatori hanno anticipato le aspettative di un possibile rialzo dei tassi già a partire dall'autunno.
Nonostante le incognite legate all'inflazione e alle tensioni geopolitiche, il quadro generale rimane costruttivo per l'azionario statunitense. Secondo Tom Lee di Fundstrat Global Advisors, pur esistendo potenziali fattori di rischio nella seconda parte dell'anno, le condizioni attuali continuano a favorire il mercato azionario.
In attesa dei dati sull'inflazione, Wall Street sembra dunque privilegiare l'ottimismo, sostenuta dalla prospettiva di una distensione sul fronte energetico e dalla solidità del comparto tecnologico.
