Avvio debole per le principali Borse europee nella prima seduta della settimana, mentre gli investitori monitorano gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e attendono i dati sull'inflazione americana che potrebbero influenzare le prossime mosse della Federal Reserve.
A Milano il FTSE MIB cede lo 0,47% a 52.599 punti, risultando tra i listini più penalizzati del continente. In ribasso anche il CAC 40 di Parigi (-0,26%), il FTSE 100 di Londra (-0,08%) e lo STOXX 600 europeo (-0,09%), mentre il DAX di Francoforte si mantiene appena sopra la parità (+0,01%).
Sul fronte valutario, la sterlina perde terreno nei confronti del dollaro, appesantita dalle indiscrezioni politiche provenienti dal Regno Unito. Secondo i media britannici, il premier Keir Starmer potrebbe presentare già oggi una tabella di marcia per il proprio passo indietro dalla guida del governo, alimentando le speculazioni su una possibile successione alla leadership laburista.
Il petrolio ha invertito la rotta dopo i progressi iniziali. Il Brent scende dello 0,38% a 80,26 dollari al barile dopo le indiscrezioni secondo cui mediatori internazionali avrebbero definito una roadmap per un accordo tra Washington e Teheran entro 60 giorni. Il WTI statunitense resta comunque in rialzo di circa l'1% a 77,52 dollari.
Nonostante la debolezza dell'avvio di settimana, il sentiment di fondo rimane sostenuto dai recenti record di Wall Street. La scorsa settimana l'S&P 500 e il Dow Jones hanno guadagnato circa l'1%, mentre il Nasdaq ha registrato un progresso superiore al 2%, sostenuto soprattutto dal comparto tecnologico e dai titoli legati all'intelligenza artificiale.
