Petrolio ai minimi da tre mesi, ma resta la cautela tra gli operatori

La tregua fa crollare i prezzi dell'oro nero, ma ci potrebbero volere settimane prima che il transito nello Stretto di Hormuz possa riprendere ai livelli prebellici


I prezzi del petrolio sono scesi ai livelli più bassi degli ultimi tre mesi, mentre i mercati attendono maggiori dettagli sull’accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alle tensioni in Medio Oriente.


Il Brent è sceso dell’1,25% a 82,13 dollari al barile, mentre il WTI americano ha perso l’1,41%, scendendo sotto quota 80 dollari a 79,67 dollari. Gli investitori restano cauti nonostante l’intesa preliminare raggiunta domenica tra Washington e Teheran, che prevede l’estensione del cessate il fuoco per 60 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo.


Al vertice G7 in corso in Francia, il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’accordo di pace è stato firmato e che lo Stretto di Hormuz sarà completamente riaperto entro venerdì, quando è prevista una cerimonia ufficiale a Ginevra.

Anche il gruppo tedesco di trasporto marittimo Hapag-Lloyd ha accolto positivamente la prospettiva di una normalizzazione della situazione, auspicando che le proprie navi possano tornare a transitare attraverso Hormuz già nel fine settimana.


Nonostante l'ottimismo dei mercati, tuttavia, gli operatori del trasporto marittimo invitano alla prudenza. Jotaro Tamura, amministratore delegato di Mitsui OSK Lines, il più grande operatore mondiale di petroliere, ha dichiarato al Financial Times che molte compagnie potrebbero attendere ancora diverse settimane prima di riprendere il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo Tamura, non sarà sufficiente un accordo politico tra i Paesi coinvolti: serviranno garanzie concrete sulla sicurezza e una reale normalizzazione della situazione nell'area affinché gli armatori tornino a operare con fiducia. titolo