Seduta dai due volti per i mercati azionari dell'Asia-Pacifico, con il Giappone protagonista grazie al nuovo record intraday del Nikkei, mentre Hong Kong ha registrato una marcata correzione che ha frenato il sentiment regionale.
A Tokyo, il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dello 0,13% a 69.404,50 punti, aggiornando durante la giornata i propri massimi storici. Più debole invece il Topix, che ha terminato gli scambi in calo dello 0,20%, segnalando una performance meno uniforme del mercato giapponese rispetto a quanto suggerito dall'indice principale.
Andamento positivo anche in Australia, dove l'ASX 200 ha guadagnato lo 0,04% attestandosi a 8.917,70 punti, sostenuto dagli acquisti sui titoli finanziari e delle materie prime.
Tra i listini emergenti dell'area, l'indice indiano Nifty 50 ha chiuso in progresso dello 0,39% a 23.945,75 punti, beneficiando dell'interesse degli investitori per i comparti bancario e tecnologico.
Seduta contrastata in Corea del Sud. Il Kospi ha messo a segno un robusto rialzo dell'1,98%, mentre il listino tecnologico Kosdaq ha perso l'1,55%, evidenziando prese di profitto sui titoli growth dopo i recenti guadagni.
Maglia nera della giornata Hong Kong. L'Hang Seng Index ha ceduto l'1,68% a 24.424,16 punti, penalizzato dalle vendite sui titoli tecnologici e immobiliari. La debolezza della piazza finanziaria ha inciso sul sentiment dell'intera regione. Più contenute le variazioni nella Cina continentale. Lo Shanghai Composite ha terminato la seduta in lieve ribasso dello 0,11% a 4.091,89 punti, mentre il CSI 300 è riuscito a mantenersi poco sopra la parità, sostenuto da acquisti selettivi sui titoli a maggiore capitalizzazione.
Nel complesso, la seduta asiatica ha mostrato una netta divergenza tra i mercati sviluppati e quelli cinesi, con il rally del Giappone che ha compensato solo in parte le pressioni provenienti da Hong Kong. Gli investitori restano concentrati sulle prospettive delle politiche monetarie regionali e sull'evoluzione della crescita economica cinese.

