Anche le Borse asiatiche hanno accolto con entusiasmo la notizia dell'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran. A beneficiare maggiormente del miglioramento del clima geopolitico sono stati i titoli tecnologici, protagonisti assoluti della seduta.
A guidare il rally è stata SoftBank, che ha chiuso la giornata con un balzo del 10%, risultando il miglior titolo tra le principali società tecnologiche della regione. Gli investitori hanno premiato il conglomerato giapponese, fortemente esposto ai settori dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti, in un contesto di rinnovata propensione al rischio.
La corsa agli acquisti ha coinvolto anche il comparto giapponese dei semiconduttori. Tokyo Electron, tra i maggiori produttori mondiali di apparecchiature per la fabbricazione di chip, ha guadagnato il 7%, mentre Advantest, leader nei sistemi di collaudo per semiconduttori, è salita del 7,67%.
Performance brillanti anche in Corea del Sud, dove Samsung Electronics ha terminato la seduta in rialzo del 4,5%, mentre SK Hynix ha registrato un progresso del 6,42%, sostenuta dalle aspettative di una domanda ancora robusta per i chip destinati all'intelligenza artificiale e ai data center.
Entusiasmo anche a Taiwan. Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), il più grande produttore mondiale di semiconduttori conto terzi, ha chiuso in rialzo del 2,81%, mentre Foxconn, principale assemblatore di prodotti elettronici per numerosi gruppi globali, ha guadagnato il 2,69%.
Il rally riflette il ritorno dell'appetito per il rischio da parte degli investitori, che vedono nell'accordo tra Washington e Teheran un elemento di stabilizzazione per l'economia globale e per le catene di approvvigionamento tecnologiche.

