Petrolio in forte calo: il mercato scommette sulla distensione tra Stati Uniti e Iran

L'oro nero crolla dopo le voci di una possibile tregua tra Iran e Stati Uniti



I prezzi del petrolio registrano una brusca correzione sui mercati internazionali dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato il raggiungimento di un accordo quadro con l'Iran, alimentando le aspettative di una riduzione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.


Il WTI perde il 4,36% a 83,89 dollari al barile, mentre il Brent arretra del 4,24% a 86,55 dollari. La vendita coinvolge l'intero comparto energetico: la benzina RBOB cede il 4,06%, il diesel ULSD scivola del 5,14% e il gas naturale perde lo 0,62%.Parlando dallo Studio Ovale, Trump ha dichiarato che Washington e Teheran hanno raggiunto un'intesa preliminare e che l'accordo definitivo potrebbe essere firmato "nei prossimi giorni". Il presidente americano ha inoltre rivelato di aver annullato una prevista serie di attacchi militari contro l'Iran, sostenendo che i negoziati hanno raggiunto il massimo livello della leadership iraniana.


Le dichiarazioni hanno immediatamente ridotto il premio di rischio incorporato nelle quotazioni del greggio. Gli operatori ritengono infatti che un allentamento delle tensioni possa diminuire il rischio di interruzioni delle forniture energetiche provenienti da una delle aree più strategiche per il mercato petrolifero mondiale. Tuttavia, da Teheran sono arrivati segnali meno concilianti. L'agenzia iraniana Fars, vicina agli ambienti governativi, ha smentito che sia stato approvato un testo preliminare di memorandum d'intesa con gli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dal media iraniano, Washington sarebbe tornata a una precedente proposta negoziale, mentre l'Iran non avrebbe ancora fornito una risposta definitiva.


Nonostante le divergenze nelle versioni delle due parti, i mercati hanno preferito concentrarsi sul fatto che il rischio di un confronto militare diretto appare oggi inferiore rispetto alle scorse settimane. Questo ha innescato prese di profitto dopo il recente rally del petrolio, alimentato proprio dai timori di escalation nella regione.


Gli investitori restano comunque cauti. Un eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran potrebbe aprire la strada a un graduale aumento dell'offerta iraniana sui mercati internazionali, esercitando ulteriore pressione ribassista sulle quotazioni. Al contrario, un fallimento delle trattative potrebbe rapidamente riportare in primo piano il rischio geopolitico e sostenere nuovamente i prezzi del greggio. Nel breve termine, l'evoluzione dei negoziati tra Washington e Teheran rappresenterà il principale catalizzatore per il mercato energetico globale, con il Brent che potrebbe testare nuovi livelli di supporto sotto gli 85 dollari al barile qualora il clima diplomatico continuasse a migliorare.