Le borse statunitensi hanno aperto la seduta di mercoledì in territorio negativo, frenate dall’inasprirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da nuove vendite sul comparto tecnologico. A metà mattina di Wall Street, il Dow Jones Industrial Average cedeva circa l’1%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite arretravano rispettivamente dello 0,8% e dell’1,1%.
L’umore degli investitori è peggiorato dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha accusato l’Iran di aver “impiegato troppo tempo per negoziare un accordo” e ha minacciato ulteriori azioni. Le parole della Casa Bianca arrivano all’indomani dei raid condotti dalle forze statunitensi contro obiettivi iraniani, in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache americano nello Stretto di Hormuz.
Il clima di incertezza ha sostenuto i prezzi del greggio: il future sul West Texas Intermediate (WTI) guadagnava oltre l’1%, attestandosi intorno a 89 dollari al barile. Gli operatori temono che un’escalation nel Golfo Persico possa compromettere il traffico nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le esportazioni mondiali di petrolio.
“La vicenda iraniana è davvero molto importante per i mercati”, ha commentato Jed Ellerbroek, gestore di Argent Capital Management. “Gli investitori sperano che si arrivi a un accordo e che lo stretto resti aperto, ma in caso contrario il petrolio potrebbe salire molto di più.”
Il settore dei chip continua a essere uno dei principali fattori di debolezza del mercato. Le azioni di Micron Technology, AMD e Broadcom sono scese ancora, proseguendo il sell-off che ha colpito l’industria nelle ultime sedute.
Venerdì scorso l’ETF iShares Semiconductor ha registrato un tonfo del 10%, seguito solo da un modesto rimbalzo lunedì. Il fondo resta comunque in rialzo di oltre l’87% da inizio anno, segno di quanto forte sia stata la corsa del comparto nel 2026.
Secondo alcuni operatori, la debolezza attuale riflette prese di profitto dopo mesi di rialzi. Altri vedono un effetto di rotazione legato all’attesa IPO di SpaceX, prevista per venerdì e destinata a diventare la più grande quotazione della storia: diversi investitori retail starebbero liquidando parte delle posizioni nei titoli chip per fare spazio alla nuova matricola.

