Seduta positiva per gran parte delle Borse asiatiche, sostenute dal rimbalzo del comparto tecnologico e dall'ottimismo che ha favorito gli acquisti sui titoli legati ai semiconduttori. A guidare i rialzi è stata la piazza di Tokyo, mentre l'Australia ha chiuso in territorio negativo.
L'indice giapponese Nikkei 225 ha archiviato la giornata con un robusto progresso del 2,17%, attestandosi a 65.416,63 punti. Il mercato nipponico ha beneficiato della forte domanda per i titoli tecnologici, in linea con il recupero registrato a Wall Street dal settore dei chip.
Molto positiva anche la performance della Corea del Sud, dove il Kospi ha messo a segno un balzo dell'8,18%, recuperando ampiamente le perdite accusate nella seduta precedente. Gli investitori sono tornati ad acquistare i principali titoli industriali e tecnologici del listino.
In Cina continentale, l'indice CSI 300 ha guadagnato l'1,87%, chiudendo a 4.801,81 punti, sostenuto dalle aspettative di ulteriori misure di supporto all'economia. Più contenuto il rialzo della Borsa di Hong Kong, con l'Hang Seng che ha terminato gli scambi in progresso dello 0,15%.
Segno positivo anche per l'India: il Nifty 50 è avanzato dello 0,35% a 23.204,55 punti, confermando il clima favorevole sui mercati emergenti asiatici.
Fa eccezione l'Australia, dove l'indice S&P/ASX 200 ha ceduto lo 0,24%, chiudendo a 8.604,20 punti, appesantito dalle prese di profitto su alcuni comparti ciclici.
Il sentiment degli investitori asiatici è stato sostenuto dal recupero registrato nella precedente seduta a Wall Street. Negli Stati Uniti, infatti, i titoli dei semiconduttori hanno trainato il rialzo dell'S&P 500, che ha chiuso in crescita dello 0,3%, mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,86%, recuperando parte delle perdite accumulate durante il recente sell-off tecnologico. In controtendenza il Dow Jones Industrial Average, che ha terminato la giornata in lieve flessione dello 0,16%.
L'attenzione degli operatori resta ora concentrata sulle prospettive della tecnologia globale e sulle prossime indicazioni delle banche centrali, fattori che continueranno a orientare l'andamento dei mercati nelle prossime settimane.

