Avvio contrastato per le Borse europee, ma con Piazza Affari che continua a dominare, merito del risiko bancario ancora al centro dell'attenzione .
Lo STOXX Europe 600 guadagna lo 0,08% a 622,21 punti, mentre il DAX di Francoforte arretra dello 0,10% a 24.591 punti. In calo anche il FTSE 100 di Londra (-0,42%), mentre Parigi si muove in territorio positivo con il CAC 40 in progresso dello 0,20%.
A trainare il panorama europeo è il FTSE MIB, che sale dell'1,03% a 50.724 punti, sostenuto soprattutto dal comparto bancario e assicurativo, ancora al centro dell'attenzione degli investitori per le operazioni di consolidamento che stanno ridisegnando il settore finanziario italiano.
Prosegue infatti l'interesse per le società coinvolte nel risiko bancario. Tra i migliori titoli del listino spicca Bper Banca, in rialzo del 3,5%, seguita dal principale azionista Unipol (+3,3%). Acquisti anche su Mediobanca (+1,7%), che consolida i forti guadagni della vigilia, e su Monte dei Paschi di Siena (+1,4%) a 10,25 euro. In evidenza anche Banco BPM (+1,9%) e Intesa Sanpaolo (+1,9%), che si confermano tra i protagonisti del comparto. Balza anche Generali (+1,2%).
Sul fronte macroeconomico e geopolitico, i mercati continuano a monitorare l'evoluzione delle tensioni in Medio Oriente e il loro impatto sulle materie prime energetiche. Dopo aver toccato i massimi intraday, il petrolio ha ridotto parte dei guadagni ma resta su livelli elevati: il WTI è salito dello 0,84% a 91,30 dollari al barile, mentre il Brent ha chiuso in rialzo dell'1,25% a 94,25 dollari.
Secondo William Northey, investment director di U.S. Bank Asset Management, gli investitori stanno continuando a valutare attentamente il bilanciamento tra opportunità e rischi. I solidi fondamentali dell'economia statunitense – sostenuti dalla forza dei consumi, dagli investimenti delle imprese e dalla tenuta degli utili societari – stanno per ora compensando le preoccupazioni legate al contesto geopolitico.
Tuttavia, avverte Northey, un eventuale protrarsi del conflitto potrebbe avere effetti più significativi sull'attività economica globale, alimentando pressioni inflazionistiche meno temporanee e più persistenti.
Nel corso della settimana gli operatori resteranno concentrati sui principali dati macroeconomici e sulle indicazioni provenienti dalle banche centrali, alla ricerca di nuovi segnali sull'andamento della crescita e sull'evoluzione della politica monetaria nelle principali economie mondiali.

