Borse asiatiche in rosso. Pesa il sell-off tecnologico e tornano i timori geopolitici

Gli investitori riducono l'esposizione al rischio tra tensioni in Medio Oriente, debolezza del comparto AI e attesa per i dati macro Usa.


Nikkei, Hang Seng, Shanghai e Kospi chiudono in rosso

Seduta negativa per le principali Borse asiatiche nella giornata di venerdì 5 giugno 2026, con gli investitori che hanno scelto di alleggerire le posizioni sui titoli tecnologici e sui comparti più esposti alla crescita globale. A pesare sui mercati sono stati soprattutto il raffreddamento dell'entusiasmo legato all'intelligenza artificiale, dopo i risultati e le prospettive deludenti di alcuni colossi statunitensi dei semiconduttori, e il ritorno delle preoccupazioni geopolitiche in Medio Oriente.


Tra i principali listini dell'area Asia-Pacifico, il mercato più penalizzato è stato quello sudcoreano, dove il Kospi ha registrato una brusca correzione a causa delle forti vendite sui produttori di chip. In calo anche il Nikkei giapponese, mentre Hong Kong e Shanghai hanno chiuso la seduta con perdite più contenute.


Chiusura dei principali indici asiatici

  1. Nikkei 225 (Tokyo): 66.588,12 punti (-1,31%)
  2. Hang Seng (Hong Kong): 24.961,95 punti (-1,15%)
  3. Shanghai Composite: 4.027,74 punti (-0,74%)
  4. Kospi (Seoul): 8.160,59 punti (-5,50%)


Il comparto tecnologico è stato il principale responsabile delle vendite. Il crollo di alcuni titoli legati all'intelligenza artificiale negli Stati Uniti ha innescato prese di profitto in tutta l'Asia, colpendo in particolare i produttori di semiconduttori giapponesi e sudcoreani. Gli investitori hanno inoltre mostrato cautela in vista dei dati sul mercato del lavoro statunitense, considerati cruciali per le prossime decisioni della Federal Reserve sui tassi d'interesse.


Sul fronte geopolitico, il mercato continua a monitorare con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente. Secondo Reuters, il rallentamento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e le persistenti tensioni tra Israele e le milizie filo-iraniane hanno alimentato un clima di avversione al rischio sui mercati globali. Sebbene i prezzi del petrolio abbiano mostrato una certa volatilità, gli operatori temono possibili ripercussioni sulle forniture energetiche e sulla crescita economica mondiale.


Tra le altre notizie economiche della giornata, dal Giappone sono arrivati segnali contrastanti: i salari reali hanno registrato il quarto mese consecutivo di crescita, ma il dato non è stato sufficiente a sostenere il mercato azionario. In Cina, invece, gli investitori restano in attesa di nuove misure di stimolo da parte delle autorità di Pechino per rafforzare la ripresa economica e sostenere la domanda interna.


Andrea Pelucchi