Le Borse europee aprono la seduta in territorio positivo, ma riducono i guadagni con l'aumentare delle pressioni sul comparto tecnologico globale.
Lo STOXX 600 sale dello 0,31% a 626,36 punti, sostenuto dagli acquisti su banche, utility e titoli difensivi.
A Francoforte il DAX avanza dello 0,27% a 25.013 punti, mentre Parigi guadagna lo 0,53% a 8.288 punti. A Londra il FTSE 100 sale dello 0,49% a 10.411 punti, mentre a Milano il FTSE MIB cresce dello 0,25% a 50.298 punti.
Gli investitori continuano tuttavia a monitorare la correzione che ha colpito il settore tecnologico a livello globale. Le azioni europee seguono infatti la debolezza registrata nelle piazze asiatiche e statunitensi, dopo che una deludente trimestrale del gruppo statunitense Broadcom ha innescato prese di profitto sui titoli legati all'intelligenza artificiale e una rotazione verso comparti più difensivi.
Lo STOXX Europe Technology cede circa il 2%, con i produttori di semiconduttori tra i più penalizzati: Infineon perde circa il 4%, mentre ASML arretra del 2,5%. La debolezza del comparto si riflette anche in Asia, dove il mercato sudcoreano, fortemente esposto ai chip, registra pesanti ribassi: il Kospi cede oltre il 4%, con Samsung Electronics in calo del 4,3% e SK Hynix del 7,6%.
Sul fronte geopolitico resta elevata l'attenzione per il Medio Oriente. Hezbollah ha respinto l'ipotesi di un cessate il fuoco in Libano, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti prevarranno nel confronto con l'Iran, "in un modo o nell'altro, sia diplomaticamente sia militarmente".
Da parte sua, Teheran ha sottolineato la presenza di alcune "ambiguità" nella bozza di accordo con Washington, chiedendo ulteriori chiarimenti.
Gli operatori guardano inoltre ai dati sul mercato del lavoro statunitense, attesi nel primo pomeriggio, che potrebbero fornire indicazioni decisive sulle prossime mosse della Federal Reserve. Il report sull'occupazione sarà particolarmente monitorato alla luce delle persistenti pressioni inflazionistiche e delle aspettative sui tempi di eventuali tagli dei tassi d'interesse da parte della banca centrale americana.
Il sentiment resta quindi improntato alla prudenza, tra prese di profitto sul settore tecnologico, tensioni geopolitiche e attesa per importanti indicazioni macroeconomiche dagli Stati Uniti.

