Prezzi del petrolio in flessione, arretrano anche Shell ed Eni

I prezzi del petrolio in calo, interrompendo il recente rally


I prezzi del petrolio hanno registrato una flessione giovedì, interrompendo il recente rally alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Brent è sceso dello 0,69% a 97,14 dollari al barile, mentre il WTI americano ha perso lo 0,65%, attestandosi a 95,40 dollari.


A favorire il raffreddamento delle quotazioni sono state le speranze di un allentamento del conflitto regionale dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano e i segnali di possibili progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha infatti dichiarato che potrebbero emergere sviluppi positivi già nel fine settimana.


Le quotazioni restano comunque sostenute dopo i rialzi delle ultime sedute, innescati dall'escalation delle ostilità nell'area, inclusi attacchi iraniani contro il Kuwait e operazioni militari statunitensi nei pressi dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio.



In Borsa, il calo delle quotazioni del petrolio ha pesato anche sui titoli energetici europei. Le azioni di Shell hanno ceduto l'1,19% a 3.229,50 pence, mentre Eni ha chiuso in ribasso dello 0,38% a 23,36 euro. Gli investitori hanno reagito ai segnali di possibile distensione in Medio Oriente, che hanno contribuito a ridurre i prezzi del greggio e a penalizzare il comparto oil & gas.