Borse asiatiche in calo. Nikkei, Hang Seng e Kospi frenati dalle tensioni geopolitiche e dal rialzo del petrolio

I mercati asiatici chiudono in rosso tra timori per il Medio Oriente e avversione al rischio globale. Pesano l'aumento dei prezzi energetici, le tensioni tra Stati Uniti e Iran e Wall Street.


Chiusura dei principali indici asiatici

Seduta negativa per i principali listini dell'Asia-Pacifico nella giornata di giovedì 4 giugno 2026. Gli investitori hanno ridotto l'esposizione agli asset rischiosi dopo il deterioramento del quadro geopolitico internazionale e il rallentamento della propensione al rischio osservato sui mercati statunitensi. I principali indici hanno terminato la seduta intorno ai seguenti livelli:


  1. Nikkei 225 (Tokyo): 67.470 punti (-1,36%)
  2. Hang Seng (Hong Kong): 25.268 punti (-1,43%)
  3. Shanghai Composite: 4.058 punti (-0,64%)
  4. Kospi (Seoul): circa -1,8% nella seduta, con il mercato sudcoreano tra i peggiori performer regionali


Le vendite hanno interessato soprattutto i comparti tecnologico, industriale e ciclico, mentre i titoli difensivi hanno limitato le perdite.


Geopolitica e petrolio: i fattori che hanno pesato sui mercati

L'elemento dominante della seduta è stato il ritorno dell'incertezza geopolitica in Medio Oriente. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno alimentato nuove preoccupazioni per la stabilità delle forniture energetiche globali e per possibili ripercussioni sulla crescita economica mondiale. Reuters segnala che l'escalation diplomatica e militare ha spinto gli investitori verso asset considerati più sicuri, penalizzando le borse asiatiche. Tra i principali fattori monitorati dagli operatori:


  1. escalation delle tensioni tra Washington e Teheran;
  2. volatilità del prezzo del petrolio;
  3. timori per l'impatto dell'energia sull'inflazione globale;
  4. aumento dell'avversione al rischio sui mercati finanziari internazionali;
  5. rafforzamento delle attività rifugio come oro e yen giapponese.


Il Brent si è mantenuto vicino ai 97 dollari al barile dopo i recenti rialzi, continuando a rappresentare una fonte di preoccupazione per le economie asiatiche fortemente dipendenti dalle importazioni energetiche.


Le notizie economiche dell'ultima ora

Sul fronte macroeconomico, gli investitori hanno continuato a valutare le prospettive della politica monetaria delle principali banche centrali e gli effetti dei recenti dati economici statunitensi. A influenzare il sentiment sono stati inoltre:


  1. la fine del recente rally di Wall Street;
  2. il rialzo dei rendimenti obbligazionari USA;
  3. le preoccupazioni per la crescita globale;
  4. alcune delusioni provenienti dal settore tecnologico statunitense e dall'industria dei semiconduttori.


In Giappone, l'attenzione resta concentrata anche sulle prossime decisioni della Bank of Japan in materia di tassi d'interesse, mentre in Cina gli investitori continuano a monitorare le misure di sostegno all'economia e al settore immobiliare.


Nel complesso, la seduta del 4 giugno si è chiusa all'insegna della prudenza, con i mercati asiatici che hanno reagito negativamente all'aumento dei rischi geopolitici e alle persistenti incertezze sul quadro macroeconomico globale.


Andrea Pelucchi