Borse europee in calo all'apertura: pesano tensioni geopolitiche e timori sui nuovi dazi Usa

Le Borse europee aprono in ribasso, appesantite dall'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dai timori per possibili nuovi dazi commerciali americani.


Avvio di seduta all'insegna della prudenza per i principali mercati azionari europei, frenati dall'acuirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle nuove preoccupazioni sul fronte commerciale internazionale.


In questo contesto, i listini europei si muovono prevalentemente in territorio negativo. Il FTSE MIB di Milano cede lo 0,70% a 50.224 punti, dopo aver aggiornato nella seduta precedente il proprio massimo storico a quota 50.578 punti. In calo anche il DAX di Francoforte, che arretra dello 0,88% a 24.902 punti, mentre il CAC 40 di Parigi lascia sul terreno lo 0,55% a 8.164 punti.


Le tensioni continuano a sostenere le quotazioni energetiche, con il petrolio Brent con consegna ad agosto in rialzo del 2% a 97,9 dollari al barile e il WTI della stessa scadenza in progresso dell'1,71% a 95,36 dollari. In forte aumento anche il gas naturale trattato ad Amsterdam, che guadagna il 2,75% attestandosi a 48,9 euro per megawattora.


A condizionare il sentiment degli investitori contribuisce infatti la proposta avanzata dall'amministrazione Trump, ancora in fase preliminare, che prevede l'introduzione di nuovi dazi doganali nei confronti di circa 60 economie mondiali, inclusa l'Unione Europea.


Le misure sarebbero destinate a colpire i Paesi accusati dagli Stati Uniti di non contrastare adeguatamente il lavoro forzato o irregolare.

Sul fronte geopolitico, il clima resta teso dopo i nuovi scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran nell'area del Golfo Persico.

Gli investitori restano dunque concentrati sugli sviluppi geopolitici e commerciali, fattori che alimentano l'avversione al rischio e spingono verso una maggiore cautela sui mercati finanziari europei.