Scemano le speranze per un accordo a breve tra Iran e Stati Uniti e le borse europee ne risentono, aprendo in territorio negativo. Gli investitori mantengono un atteggiamento prudente in un contesto di mercato dominato dalle prese di profitto e dall’incertezza macroeconomica.
Precisamente, lo STOXX 600 cede lo 0,60% a 624,40 punti, mentre a Francoforte il DAX limita le perdite allo 0,15% a 25.139 punti. Più marcato il calo di Londra, dove il FTSE 100 arretra dell’1,03%, appesantito dalle vendite sui titoli minerari ed energetici. In rosso anche Parigi, con il CAC 40 in flessione dello 0,43% a 8.172 punti. A Milano il FTSE MIB si muove poco sotto la parità (-0,13% a 49.515 punti), mostrando una maggiore tenuta rispetto agli altri listini del continente.
Di conseguenza, accelerano i prezzi del petrolio sui mercati internazionali, sostenuti dalle tensioni geopolitiche e dai timori per possibili interruzioni dell’offerta. Il Brent sale del 2,62% a 96,76 dollari al barile, mentre il WTI americano guadagna il 2,63% a 91,01 dollari. Il rialzo del greggio contribuisce a mantenere alta l’attenzione degli investitori sull’andamento dell’inflazione e sulle possibili mosse delle banche centrali nei prossimi mesi.
