Borse asiatiche sparse. Pesa la geopolitica, Tokyo regge grazie al tech

Nikkei stabile, frenano Hong Kong e Seul: gli investitori guardano a Fed, Cina e tensioni globali


Le principali borse asiatiche hanno chiuso la seduta del 28 maggio 2026 con andamenti contrastati, in un contesto segnato dall’incertezza geopolitica e dall’attesa per le prossime mosse delle banche centrali. A sostenere il mercato giapponese sono stati ancora una volta i titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale, mentre Hong Kong e Seul hanno sofferto prese di profitto e timori sulla crescita globale.


Chiusura delle principali borse asiatiche

La giornata si è conclusa con performance divergenti tra i principali listini dell’area Asia-Pacifico:


  1. Nikkei 225: 64.695 punti, in lieve calo dello 0,7%
  2. Hang Seng: 24.991 punti, in ribasso dell’1,3%
  3. Shanghai Composite: 4.098 punti, in rialzo dello 0,1%
  4. Kospi: 8.185 punti, in flessione dello 0,5%


Tokyo ha limitato le perdite grazie alla tenuta del comparto semiconduttori e AI, sostenuto dalle aspettative sulla domanda globale di chip avanzati. Più debole invece Hong Kong, penalizzata dal comparto tech cinese e dalla cautela degli investitori internazionali verso la ripresa economica di Pechino.


Geopolitica e banche centrali: i fattori che muovono i mercati

A influenzare la seduta asiatica sono stati soprattutto i nuovi sviluppi geopolitici in Medio Oriente e le attese sulle politiche monetarie statunitensi e giapponesi.


Tra i principali temi monitorati dagli operatori:

  1. le tensioni tra Stati Uniti e Iran, che continuano ad alimentare volatilità sul petrolio;
  2. il rischio di interruzioni nello Stretto di Hormuz;
  3. l’attesa per le indicazioni della Federal Reserve sui tassi;
  4. le prospettive di normalizzazione monetaria della Bank of Japan;
  5. i segnali contrastanti provenienti dall’economia cinese.


Secondo gli analisti internazionali, il mercato resta particolarmente sensibile ai dati macroeconomici cinesi. La produzione industriale di Pechino ha mostrato segnali di resilienza, ma i consumi interni continuano a rallentare, alimentando dubbi sulla solidità della ripresa asiatica.


Tecnologia e AI ancora protagoniste in Asia

Il settore tecnologico continua comunque a rappresentare il principale driver dei listini asiatici. In Giappone e Corea del Sud, i grandi gruppi legati ai semiconduttori hanno sostenuto il sentiment degli investitori, anche se nelle ultime sedute si sono registrate prese di beneficio dopo i forti rally dei mesi precedenti.


Gli operatori guardano inoltre con attenzione:

  1. all’evoluzione della domanda globale di chip AI;
  2. alle prospettive di export di Giappone e Corea;
  3. all’andamento di Wall Street, che continua a fare da riferimento per i mercati asiatici;
  4. all’impatto dei prezzi energetici sull’inflazione mondiale.


Il quadro resta quindi improntato alla prudenza: i mercati asiatici mantengono una buona tenuta strutturale, ma volatilità geopolitica e politiche monetarie continueranno a orientare i flussi finanziari nelle prossime settimane.


Andrea Pelucchi