L’Iran ha comunicato la possibilità di un accordo a breve, alimentando le aspettative di una possibile tregua. A seguito delle indiscrezioni diffuse dalla televisione iraniana, secondo cui sarebbe pronta una bozza finale del documento che potrebbe portare a un cessate il fuoco, il prezzo del petrolio ha registrato un immediato crollo del 6%, scendendo a 88,62 dollari al barile.
Lo Stretto di Hormuz, alla luce di questa bozza, potrebbe quindi tornare ai livelli pre-conflitto, favorendo il ripristino di una navigazione commerciale fluida nell’area.
Dall’area iraniana arrivano anche dichiarazioni dal tono propagandistico, con riferimenti al “nemico debole”, mentre il quadro geopolitico resta estremamente instabile e soggetto a rapidi cambiamenti.
Parallelamente, però, il conflitto nella Striscia di Gaza continua. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato la morte del comandante militare di Hamas, Mohammed Odeh, in un’operazione che segna un ulteriore sviluppo nell’offensiva in corso.La situazione sul terreno rimane quindi tesa, nonostante i segnali di possibile de-escalation sul fronte tra Iran e Stati Uniti.
