Europa debole e petrolio in rally: frenano le speranze di una tregua tra USA e Iran

Le Borse europee si muovono in territorio negativo mentre si raffreddano le speranze di una rapida tregua tra Stati Uniti e Iran. A pesare sul sentiment degli investitori sono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l’incertezza sui negoziati, che continuano ad alimentare la volatilità sui mercati energetici.


Rallenta l’ottimismo degli investitori su un possibile e imminente cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mentre il petrolio torna a correre sui mercati internazionali.


Più precisamente, Lo STOXX 600 cede lo 0,20% a 630 punti, mentre Francoforte arretra dello 0,68% e Parigi dello 0,81%.


A Piazza Affari il FTSE MIB lascia sul terreno lo 0,44% a 49.996 punti, appesantito dalle vendite sui titoli industriali e finanziari. In controtendenza Londra, con il FTSE 100 in rialzo dello 0,70% grazie alla tenuta dei comparti energetico e minerario.


Il petrolio accelera sui mercati internazionali, con il Brent che sale del 3,83% a 99,82 dollari al barile, sostenuto dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai timori per possibili interruzioni delle forniture energetiche. Gli operatori restano focalizzati sull’evoluzione del confronto tra Stati Uniti e Iran, mentre cresce l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale di greggio.


Teheran ha parlato di progressi nei colloqui, precisando però che un accordo “non è imminente”. Anche il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha sottolineato che i negoziati con l’Iran potrebbero richiedere ancora diversi giorni.


A frenare l’ottimismo su una possibile tregua in Medio Oriente hanno contribuito anche le operazioni militari statunitensi nel sud dell’Iran, dove Washington avrebbe colpito un sito di lancio missilistico e alcune imbarcazioni iraniane sospettate di voler posizionare mine nello Stretto di Hormuz.