Le previsioni economiche diffuse da Commissione europea delineano un periodo particolarmente difficile per l’Europa, con l’Italia tra i Paesi maggiormente esposti alle conseguenze della crisi.
A incidere in modo significativo è soprattutto il conflitto in Medio Oriente, che sta provocando un nuovo shock energetico e alimentando il ritorno di un’inflazione elevata.
Il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha confermato il cambio di rotta dell’economia europea: dalle precedenti stime di crescita sostenuta si è passati a una revisione al ribasso improvvisa e preoccupante.
L’inflazione, infatti, ha iniziato a crescere già poche settimane dopo l’inizio delle tensioni in Medio Oriente, e le nuove stime sembrano confermare questa tendenza. Le previsioni aggiornate mostrano un rallentamento dell’economia europea: la crescita del PIL dell’Eurozona nel 2026 scende dall’1,2% allo 0,9%. Parallelamente, l’inflazione viene rivista al rialzo dall’1,9% al 3%, segnalando un contesto caratterizzato da prezzi ancora elevati e da una ripresa economica più debole del previsto.
Anche le finanze pubbliche europee sono destinate a peggiorare nei prossimi anni. Secondo le stime, il deficit dell’UE salirà dal 3,1% al 3,6% del PIL entro il 2027, spinto dagli aiuti economici, dall’aumento degli interessi sul debito e dalle maggiori spese per la difesa. In crescita anche il debito pubblico dell’Eurozona, che passerà dall’88,7% al 91,2% del PIL, con quattro Paesi destinati a superare la soglia del 100%.
