Nvidia e tensioni geopolitiche spingono i listini tech asiatici
A trainare il mercato sono stati soprattutto i titoli tecnologici, sostenuti dalle attese sull’intelligenza artificiale e dai risultati superiori alle previsioni di Nvidia, mentre sullo sfondo restano centrali le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l’evoluzione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran.
Secondo le rilevazioni, il sentiment degli investitori è migliorato grazie ai segnali di possibile allentamento della crisi nello Stretto di Hormuz e alla riduzione dei timori su nuove fiammate del prezzo del petrolio.
Le chiusure dei principali indici asiatici
- Nikkei 225: circa 61.684 punti, in rialzo di oltre il 3%
- Hang Seng: circa 25.392 punti, in calo intorno all’1%
- Shanghai Composite: circa 4.077 punti, in ribasso di oltre il 2%
- Kospi: circa 7.815 punti, forte rialzo superiore all’8%
I listini giapponesi e sudcoreani hanno beneficiato soprattutto della corsa dei semiconduttori e del comparto AI, mentre i mercati cinesi hanno mostrato maggiore debolezza per le persistenti incertezze sulla crescita interna e sui consumi.
Corea del Sud protagonista: Samsung e AI accendono il mercato
La seduta più brillante è stata quella di Seul. Il Kospi ha registrato uno dei migliori rialzi dell’anno grazie alla sospensione dello sciopero interno a Samsung Electronics e all’ottimismo sull’intera filiera asiatica dei chip. Anche SK Hynix e altri gruppi tecnologici hanno beneficiato dell’effetto Nvidia.
In Giappone, il Nikkei ha invece consolidato il rally sostenuto dai dati positivi sull’export e dalla tenuta del comparto manifatturiero. Gli investitori continuano inoltre a monitorare la politica monetaria della Bank of Japan e l’andamento dello yen.
I principali fattori che hanno influenzato i mercati
- risultati trimestrali molto solidi di Nvidia e nuove aspettative sull’AI;
- attenuazione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran;
- calo dei prezzi energetici rispetto ai picchi delle ultime settimane;
- sospensione dello sciopero dei lavoratori Samsung;
- timori ancora presenti sull’inflazione globale e sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Secondo gli analisti, i mercati restano comunque vulnerabili all’andamento del petrolio e all’evoluzione della crisi geopolitica in Medio Oriente. Gli investitori guardano inoltre con attenzione ai flussi esteri in uscita dai mercati asiatici, aumentati nelle ultime settimane a causa dell’incertezza sui tassi e sulle prospettive economiche globali.
Cina debole: pesano crescita interna e cautela degli investitori
Più difficile la giornata per i mercati cinesi. Shanghai e Hong Kong hanno chiuso in territorio negativo, frenate dai dubbi sulla ripresa dei consumi domestici e dalla prudenza degli investitori internazionali verso gli asset cinesi.
Gli operatori restano in attesa di nuovi stimoli economici da parte di Pechino e di ulteriori segnali sulla tenuta della crescita industriale. Anche il comparto immobiliare continua a rappresentare un elemento di pressione per il sentiment del mercato asiatico.
Andrea Pelucchi
