Tech, guerra e rendimenti pesano sulle Borse asiatiche

L’Asia frena e chiude in rosso tra titoli tecnologici, tensioni in Medio Oriente e aumento dei rendimenti.


Le principali Borse asiatiche hanno chiuso la seduta del 20 maggio 2026 in territorio negativo, appesantite dall’aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi, dalle nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall’attesa per i risultati trimestrali di Nvidia, considerati decisivi per il comparto tecnologico globale.


Secondo Reuters e Investing.com, il mercato ha reagito con cautela all’impennata dei Treasury USA: il rendimento del decennale americano è salito ai massimi da oltre un anno, alimentando i timori di nuove strette monetarie da parte della Federal Reserve. A incidere sul sentiment sono state anche le tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il rischio di nuovi attacchi nell’area del Golfo Persico e possibili effetti sull’inflazione energetica globale. Sul fronte degli indici asiatici, la chiusura è stata la seguente:


  1. Nikkei 225 (Tokyo): in calo di circa -1,5%
  2. Hang Seng (Hong Kong): in ribasso di circa -0,6%
  3. Shanghai Composite: pressoché invariato
  4. Kospi (Seul): in flessione di circa -1,7%


Tecnologia sotto pressione: focus su semiconduttori e Samsung

A guidare le vendite è stato soprattutto il comparto tecnologico e dei semiconduttori, dopo le perdite registrate a Wall Street nelle ultime sedute. Gli investitori attendono i conti di Nvidia per capire se il rally dell’intelligenza artificiale abbia ancora margini di crescita oppure se le valutazioni abbiano raggiunto livelli eccessivi. Reuters sottolinea come il mercato tema un rallentamento della domanda legata all’AI dopo mesi di rialzi record.


Particolarmente pesante la seduta di Seul: il Kospi è stato colpito dal nuovo scontro sindacale in Samsung Electronics. L’annuncio di uno sciopero di 18 giorni da parte del principale sindacato interno ha riacceso i timori per possibili interruzioni nella filiera globale dei chip. Samsung e SK Hynix hanno trascinato al ribasso l’intero comparto tecnologico asiatico, già indebolito dal rialzo dei tassi e dalla corsa del petrolio oltre i 110 dollari al barile.


Cina prudente, mercati in attesa delle prossime mosse Fed

In Cina continentale la giornata è stata più stabile: lo Shanghai Composite ha limitato le perdite grazie al sostegno dei titoli industriali e delle società legate ai consumi interni. Tuttavia, gli operatori restano cauti per il rallentamento della crescita globale e per il possibile impatto delle tensioni commerciali e geopolitiche sull’export asiatico.


Gli analisti osservano inoltre che il rafforzamento del dollaro e l’aumento dei costi energetici stanno riducendo l’appetito per gli asset più rischiosi. La combinazione tra inflazione persistente, rendimenti elevati e instabilità internazionale continua quindi a rappresentare il principale fattore di pressione per i mercati azionari asiatici.


Andrea Pelucchi