Le principali Borse europee aprono la seduta in territorio negativo, appesantite dal ritorno delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente dopo le nuove minacce del presidente statunitense Donald Trump nei confronti dell’Iran. Gli investitori temono un’escalation del conflitto nell’area, con possibili ripercussioni sull’approvvigionamento energetico globale e sulla stabilità dei mercati.
A guidare i ribassi è Piazza Affari: il FTSE MIB cede il 2,04% a 48.112 punti, penalizzato soprattutto dalle vendite sui titoli bancari ed energetici. In calo anche il CAC 40 di Parigi, che perde l’1,06% a 7.868 punti, mentre il DAX di Francoforte limita le perdite allo 0,32% a 23.873 punti.
Seduta debole anche per il IBEX 35 di Madrid (-0,62%) e per lo STOXX Europe 600, che arretra dello 0,60%, segnalando un clima di generale avversione al rischio sui mercati del continente. Più resiliente invece Londra, con il FTSE 100 praticamente invariato a -0,05%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio accelera con forza proprio in risposta ai timori di un possibile allargamento delle tensioni nell’area del Golfo Persico. Nella notte il Brent con consegna luglio è salito dell’1,57% a 110,97 dollari al barile, mentre il WTI americano con consegna giugno ha guadagnato l’1,89% a 107,41 dollari.L’impennata del greggio alimenta nuove preoccupazioni sull’inflazione globale e sulle prossime mosse delle banche centrali, in un contesto già caratterizzato da crescita debole e mercati particolarmente sensibili agli sviluppi geopolitici.
