Petrolio supera i 104$: Cina pronta ad acquistare l'oro nero Statunitense

Petrolio continua il suo rally. Complice la recente conversazione tra Xi Jinping e Donald Trump.


Il petrolio è tornato a superare quota 104 dollari al barile, riaccendendo i timori di nuove pressioni inflazionistiche sui mercati globali. A sostenere il rally dell’oro nero è stata anche la recente conversazione tra Xi Jinping e Donald Trump, che ha alimentato le aspettative di un possibile rafforzamento delle relazioni energetiche tra Stati Uniti e Cina. Secondo indiscrezioni, il leader cinese avrebbe confermato la volontà di aumentare gli acquisti di petrolio statunitense, anche se da Pechino non è ancora arrivata alcuna conferma ufficiale.


Sui mercati internazionali, i futures sul Brent con consegna a luglio sono saliti del 3,25% a 104,46 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) statunitense con scadenza giugno ha guadagnato il 2,11% a 103,30 dollari. Il movimento rialzista riflette non solo le aspettative sulla domanda globale, ma anche le persistenti preoccupazioni legate all’offerta e al contesto geopolitico internazionale.

Il ritorno del greggio sopra i 100 dollari rafforza inoltre lo scenario “higher for longer” sui tassi d’interesse. Prezzi energetici più elevati rischiano infatti di tradursi in nuove pressioni sui costi di produzione e sui consumi, rallentando il processo di disinflazione osservato negli ultimi mesi. Un contesto che potrebbe spingere le principali banche centrali, Federal Reserve in testa, a mantenere un approccio prudente e restrittivo più a lungo del previsto.


Nonostante le tensioni geopolitiche e le incertezze macroeconomiche, il tono del dialogo tra Xi Jinping e Donald Trump viene interpretato positivamente dai mercati. Trump, tornato alla Casa Bianca, si è dichiarato soddisfatto dell’esito del confronto, alimentando le speranze di una fase di maggiore cooperazione economica tra Washington e Pechino, soprattutto sul fronte commerciale ed energetico.