L'Europa e la trappola del Gas americano: un nuovo monopolio all'orizzonte

Dopo l'addio al Gas russo, un nuovo monopolio si profila all'orizzonte. Per ridurre la dipendenza: più buonsenso, meno politica.


Secondo l'ultimo rapporto dell'Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), l'Unione Europea si sta avviando verso una sbilanciata dipendenza energetica dagli Stati Uniti. Se oggi il GNL (gas naturale liquefatto) americano rappresenta il 58% delle importazioni totali di gas liquefatto nell'UE, le previsioni indicano che questa quota salirà all'80% entro i prossimi due anni.

Questa dinamica solleva seri interrogativi sulla sicurezza energetica del blocco, che sembra aver sostituito la sottomissione al gas russo con una nuova, altrettanto rischiosa, dipendenza transatlantica.


Le Criticità per l'Europa

La transizione dal gas dei gasdotti russi al GNL statunitense non è priva di incognite. Le principali criticità evidenziate dall'attuale scenario sono ben evidenziate nello stesso rapporto dello IEEFA.


Rischio di Monopolio di Fatto. L'obiettivo dichiarato dell'UE — diversificare i fornitori per evitare ricatti energetici — rischia di fallire. Affidarsi per l'80% a un unico fornitore (gli USA) ricrea la stessa vulnerabilità strutturale che l'Europa aveva con Mosca prima del 2022.

Vulnerabilità Politica e Geopolitica: Il settore energetico è diventato terreno di scontro commerciale. L'accordo da 750 miliardi di dollari siglato tra la Commissione Europea e l'amministrazione Trump vincola l'Europa per tre anni, ma è già oggetto di tensioni. Le minacce americane di dazi punitivi in caso di mancata ratifica dimostrano come l'energia possa essere usata come leva diplomatica contro gli interessi europei.

Sostenibilità Economica: Importare GNL è intrinsecamente più costoso rispetto al gas via tubo, a causa dei processi di liquefazione, trasporto navale e rigassificazione. L'impegno finanziario richiesto è colossale e potrebbe pesare sulla competitività industriale europea e sulle bollette dei cittadini.

Limiti Logistici e Fisici: Il rapporto sottolinea che garantire volumi così massicci di materie prime energetiche rappresenta una sfida fisica quasi proibitiva. La capacità delle infrastrutture di esportazione americane e di quelle di ricezione europee sarà messa a dura prova, con il rischio di colli di bottiglia e picchi di prezzo.


La Raccomandazione degli Esperti

Per uscire da questo circolo vizioso, l'IEEFA suggerisce che l'unica vera indipendenza non risiede nel cambiare fornitore di combustibili fossili, nei sussidi alle bollette distribuiti a pioggia o nel taglio delle accisema nel ridurre drasticamente la domanda. E la soluzione proposta si basa, di fatto, sul buon senso: include un'accelerazione decisa su Energia eolica e solare, sul nucleare di nuova generazione e sugli investimenti nell’efficienza energetica degli edifici. Buon senso, non politica.