Apertura in rosso per le borse europee. A pesare sul sentiment è soprattutto la decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dall’OPEC, una mossa che indebolisce il cartello e aumenta l’incertezza sull’equilibrio dell’offerta globale. Il petrolio accelera al rialzo in un mercato già scosso dal conflitto con l’Iran e dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi energetici mondiali. Sullo sfondo, le dichiarazioni del presidente Donald Trump, critico sulle prospettive di stabilizzazione dell’area, contribuiscono ad alimentare volatilità e cautela tra gli investitori, in un quadro che resta dominato dall’incertezza geopolitica.
In apertura di seduta, i principali listini europei si presentano in territorio negativo, riflettendo un clima di cautela tra gli investitori. Il CAC 40 cede lo 0,46% a 8.066 punti, mentre a Milano il FTSE MIB arretra dello 0,51% attestandosi a 47.796 punti. Debole anche il FTSE 100, in calo dello 0,69%, mentre il DAX limita le perdite a un marginale -0,06%. Più marcata la flessione per l’IBEX 35, che perde lo 0,97%, mentre lo STOXX Europe 600 segna un ribasso dello 0,36%. Il quadro complessivo evidenzia un avvio prudente per le borse europee, con prese di profitto diffuse e un sentiment appesantito dall’incertezza macroeconomica.
Sul fronte delle materie prime energetiche, l’avvio di giornata mostra un’impostazione generalmente positiva, sostenuta da acquisti sul comparto oil. Il Brent Crude Oil sale dell’1,9% a 113,37 dollari al barile, mentre il WTI Crude Oil avanza dell’1,78% a 101,71 dollari. In controtendenza il Natural Gas, che registra un lieve calo dello 0,3% a 2,683, segnalando una fase di consolidamento dopo la recente volatilità. Positivo anche il RBOB Gasoline, in rialzo dell’1,2% a 3,603. Nel complesso, il comparto energetico evidenzia un tono costruttivo, con il petrolio a guidare i rialzi mentre il gas naturale resta più debole.
Benedetta Zimone
