Wall Street in rialzo dopo il cessate il fuoco: crolla il petrolio, volano i metalli

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Benedetta Zimone

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Anche Wall Street non ha tardato a reagire al cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, con un ritorno deciso dell’ottimismo sui mercati finanziari. A New York, infatti, i principali indici si muovono in netto rialzo, sostenuti dal venir meno delle tensioni geopolitiche che nei giorni scorsi avevano alimentato forte volatilità.


Principali indici in rialzo


Le contrattazioni hanno registrato aumenti significativi sin dalle prime battute. Attualmente, i future sul Dow Jones segnano un incremento di 1.276 punti, pari al +2,73%, mentre quelli sul S&P 500 avanzano di 183,50 punti (+2,76%). Ancora più marcato il rialzo del Nasdaq, i cui future guadagnano 871 punti (+3,57%), trainati in particolare dal comparto tecnologico, tradizionalmente più sensibile ai cambiamenti nel clima di rischio globale.


Stop al rally energetico


Parallelamente, si assiste a un raffreddamento delle commodity energetiche, che avevano beneficiato dell’escalation delle tensioni internazionali. Il petrolio subisce un brusco calo del 18,34%, scendendo a 92,24 dollari al barile, dopo aver toccato nei giorni precedenti la soglia dei 120 dollari durante il rally legato all’incertezza geopolitica. Anche il greggio registra una flessione significativa: nelle prime contrattazioni a Wall Street ha aperto in calo del 16,71%, attestandosi intorno ai 91 dollari. In diminuzione anche il gas naturale, che segna un ribasso del 4,18%, confermando un generale allentamento delle pressioni sui prezzi dell’energia.


Metalli in rialzo


Di segno opposto, invece, l’andamento dei metalli preziosi e industriali. L’oro, bene rifugio per eccellenza, registra un aumento del 2,92%, raggiungendo i 4.823 dollari l’oncia, sostenuto dalla ricerca di sicurezza da parte degli investitori nonostante il miglioramento del contesto geopolitico. L’argento segue lo stesso trend, con un guadagno del 7,19%. Positivi anche palladio, rame e platino, che mettono a segno rialzi compresi tra il 2% e il 10%, beneficiando sia della stabilizzazione dei mercati sia delle prospettive di ripresa della domanda globale.


Nel complesso, i mercati sembrano dunque accogliere con favore il cessate il fuoco, pur essendo momentaneo, interpretandolo come un possibile punto di svolta verso una fase di maggiore stabilità internazionale e finanziaria, pur mantenendo un certo grado di cautela legato all’evoluzione futura dello scenario geopolitico.