Accordo Iran-USA: borse in rialzo e brusca frenata per i prezzi del greggio

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Benedetta Zimone

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Si registra un profondo respiro di sollievo per le borse europee in seguito all'accordo raggiunto stanotte tra Iran e Stati Uniti. Il cessate il fuoco della durata di due settimane ha innescato un immediato balzo degli indici continentali e un contestuale crollo del prezzo del petrolio, che è arrivato a perdere il 15%.


Poco dopo l’apertura dei mercati, l’indice paneuropeo Stoxx 600 risultava in rialzo del 3,8%, con la quasi totalità dei settori in territorio positivo ad eccezione del comparto petrolifero e del gas, penalizzati dal nuovo scenario geopolitico.

La fiducia degli investitori si è riflessa con vigore sulle principali piazze nazionali. In Germania il DAX ha guidato la corsa con un incremento del 4,8%, seguito dal CAC 40 francese in rialzo del 4,1%.


Anche Piazza Affari ha mostrato una solida performance, con il FTSE MIB in guadagno del 3,6%, mentre nel Regno Unito il FTSE 100 è salito del 2,4%. Questi dati evidenziano un’apertura estremamente positiva e una crescita generalizzata, segnali inequivocabili di un ritrovato ottimismo che attraversa trasversalmente quasi tutti i comparti industriali e dei servizi.


Sul fronte energetico, l'accordo sulla riapertura dello stretto di Hormuz ha avuto un impatto dirompente, provocando una drastica correzione dei prezzi. I futures sul petrolio statunitense West Texas Intermediate (WTI) con consegna a maggio sono scesi di quasi il 15%, attestandosi a 96,32 dollari al barile nelle prime ore della mattina sulla costa est degli Stati Uniti. Parallelamente il Brent, riferimento internazionale per il greggio con consegna a giugno, ha registrato un calo superiore al 13% toccando quota 94,88 dollari. Se questa flessione dovesse superare la soglia del 14,52% alla chiusura delle contrattazioni, il WTI segnerebbe la peggior perdita giornaliera registrata dal 27 aprile 2020 ad oggi.