Borse europee in calo: permane l'incertezza tra gli investitori dopo le dichiarazioni di Trump

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Benedetta Zimone

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A quasi un mese esatto dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, le borse europee aprono nuovamente in territorio negativo. Nonostante il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, abbia prorogato l’ultimatum all’Iran fino al 6 aprile, permangono forti dubbi sull’andamento dei negoziati. Tra gli investitori continuano a prevalere preoccupazione e cautela, alimentate dall'incertezza sulla possibile durata del conflitto e sui suoi effetti a lungo termine sull’economia globale.


La reazione degli indici nel dettaglio


Poco dopo l’apertura, l’indice pan-europeo STOXX Europe 600 ha registrato un calo dello 0,8%. L’andamento negativo ha colpito tutte le principali piazze: il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,35%, il CAC 40 di Parigi lo 0,5% e il DAX di Francoforte lo 0,9%. Cali simili si sono registrati anche a Bruxelles, dove il BEL20 ha perso l'1,01%, e a Madrid con l’IBEX 35 in ribasso dello 0,97%.


Il mercato energetico e lo Stretto di Hormuz


Gas e petrolio rimangono al centro dell’attenzione. Dopo il discorso di Trump alla Casa Bianca, i prezzi del greggio hanno registrato un nuovo aumento nella giornata di venerdì. La decisione di concedere all’Iran una proroga di dieci giorni per riaprire lo strategico Stretto di Hormuz non è bastata a rassicurare i mercati sulle forniture globali. Il Brent Crude con consegna a maggio è salito dell’1,8% raggiungendo i 109,93 dollari al barile, dopo aver toccato temporaneamente i 110 dollari, mentre il West Texas Intermediate si è attestato a 96,01 dollari con un rialzo dell’1,6%.


La persistente volatilità dei prezzi energetici riflette il timore che la tregua diplomatica sia solo temporanea. Finché lo Stretto di Hormuz rimarrà al centro delle tensioni tra Washington e Teheran, il premio al rischio sul petrolio continuerà a sostenere i prezzi, mantenendo elevata la pressione inflattiva sui mercati internazionali.

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