Mercati europei incerti tra tensioni in Medio Oriente, petrolio in rialzo e difesa in calo
Benedetta Zimone
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I mercati europei aprono la seduta di martedì in territorio misto. Dopo le prime contrattazioni, i principali indici mostrano andamenti divergenti, riflettendo un clima di incertezza. Resta al centro dell’attenzione l’escalation in Medio Oriente, con Donald Trump che parla con ottimismo di un possibile accordo con l’Iran, mentre da Teheran arrivano smentite. Nel frattempo, il petrolio torna a salire sopra la soglia dei 100 dollari al barile, mentre i titoli della difesa registrano un calo.
Andamento dei principali indici
Nel dettaglio, il CAC 40 di Parigi si attesta a 7.720,06 punti, in lieve calo dello 0,08%. Più marcata la flessione del FTSE MIB di Milano, che perde lo 0,56% scendendo a 42.949,56 punti, evidenziando una maggiore debolezza del mercato italiano. In ribasso anche il DAX tedesco (-0,65% a 22.505,58 punti) e l’IBEX 35 spagnolo (-0,38% a 16.823,90 punti).
In controtendenza il FTSE 100 di Londra, che resta sostanzialmente stabile con un lieve rialzo dello 0,02% a 9.896,38 punti. L’indice paneuropeo STOXX Europe 600 segna infine una leggera diminuzione, confermando un generale atteggiamento prudente da parte degli investitori.
Incomprensioni geopolitiche e le "fake news" di Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato con ottimismo che sono in corso negoziati con l’Iran per arrivare a una tregua. Il tycoon ha deciso di sospendere per cinque giorni gli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane, lasciando spazio alla diplomazia e puntando alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
A sorpresa, proprio alla scadenza dell’ultimatum, Trump ha parlato di colloqui “costruttivi” e di progressi concreti su diversi punti chiave. Secondo quanto dichiarato, sarebbero circa 15 i temi su cui si è trovata una convergenza, tra cui l’impegno definitivo di Teheran a non sviluppare armi nucleari.
Le smentite di Teheran
L’Iran ha però smentito le dichiarazioni statunitensi, accusando Trump di diffondere “fake news” con l’obiettivo di influenzare i mercati e i prezzi dell’energia. Il quadro reale appare quindi più incerto rispetto a quanto comunicato da Washington. Nel frattempo, il petrolio registra un forte rialzo: il Brent supera i 102 dollari al barile (+2,19%), mentre il greggio WTI oltrepassa i 90 dollari (+2,68%), sostenuto dai timori legati alle tensioni nell’area.
Difesa in calo sui segnali di distensione
Sul fronte azionario, i primi segnali di possibile distensione penalizzano i titoli della difesa. Tra i peggiori a Piazza Affari si segnalano Fincantieri (-4,67%), Avio (-5,89%) e Leonardo (-4,56%), che scivolano in fondo al listino principale, in linea con il calo complessivo del FTSE MIB.
