Le minacce di Trump affossano le borse europee: mercati in caduta libera
Benedetta Zimone
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Le minacce di Trump tingono i mercati europei di rosso
Apertura in rosso per le principali borse europee a quasi un mese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, che continua a rappresentare il principale focus degli investitori. Il calo è stato alimentato dall’ennesima minaccia da parte di Donald Trump, il quale durante il weekend ha lanciato un ultimatum all’Iran, spingendo per una riapertura dello stretto di Hormuz entro 48 ore. Teheran, tuttavia, non si lascia intimidire e sottolinea di non escludere un possibile prolungamento della chiusura. Cresce dunque la preoccupazione per una possibile invasione via terra da parte di Israele in Libano.
I principali indici in ribasso
La reazione dei mercati è stata immediata e decisa. Lo STOXX Europe 600 ha registrato un calo dell’1,6% poco dopo le 8:00 a Londra, evidenziando come la tensione geopolitica stia pesantemente influenzando l’umore degli investitori. Tutte le principali borse e i settori si sono trovati in territorio negativo, con vendite diffuse che hanno colpito praticamente ogni comparto, dai finanziari all’energia, fino ai beni di consumo.
Nel dettaglio, il FTSE 100 del Regno Unito ha aperto in ribasso dell’1,4%, mostrando come anche i mercati più solidi stiano risentendo delle preoccupazioni geopolitiche. Il DAX tedesco ha perso l’1,9%, il CAC 40 francese è sceso dell’1,4% e il FTSE MIB ha segnato un calo dell’1,6%, confermando che la maggior parte dei principali listini europei sta vivendo una giornata negativa. L’andamento mette in evidenza come le tensioni in Medio Oriente e le dichiarazioni dei leader internazionali possano avere un impatto immediato e rilevante sui mercati finanziari globali.
Le parole del Tycoon
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato sabato che sarebbe pronto a “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se l’Iran non riaprisse completamente lo Stretto entro 48 ore. Teheran ha risposto inasprendo i toni, minacciando di colpire infrastrutture energetiche e impianti di desalinizzazione nella regione del Golfo. Anche il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che i soggetti che acquistano titoli di Stato americani e contribuiscono a finanziare il bilancio militare degli Stati Uniti potrebbero essere considerati obiettivi legittimi, al pari delle basi militari.7
La tregua sembra sempre più lontana. Gli investitori restano incerti
Il crollo dei principali indici europei rappresenta un chiaro segnale di un clima di forte incertezza e crescente preoccupazione tra gli investitori, che si mostrano sempre più cauti e tendono a ridurre l’esposizione al rischio. La tensione geopolitica, alimentata dalle minacce reciproche tra Stati Uniti e Iran, sta generando un senso di instabilità che si riflette immediatamente sui mercati finanziari. Molti operatori preferiscono adottare strategie difensive, spostando capitali verso asset considerati più sicuri, come i titoli di Stato o l’oro, piuttosto che correre rischi sui mercati azionari. In questo contesto, la fine del conflitto in Medio Oriente sembra ancora più lontana e incerta, alimentando ulteriormente la volatilità dei mercati e la cautela degli investitori.
Benedetta Zimone
