Wall Street apre ancora in calo: resta alta l’attenzione sul Golfo
Benedetta Zimone
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I mercati azionari hanno aperto in ribasso a Wall Street nella giornata di venerdì, mentre gli investitori continuano a monitorare con attenzione l’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Gli indici principali si avviano così concludono un’altra settimana negativa.
Precisamente, Il Dow Jones Industrial Average ha perso 279 punti, pari a circa lo 0,6%. Anche lo S&P 500 è sceso dell’1%, mentre il Nasdaq Composite ha registrato un calo più marcato dell’1,3%.
Escalation tra Iran e Israele
Le perdite sui mercati arrivano dopo una nuova ondata di tensioni in Medio Oriente. Durante la notte, Iran e Israele si sono scambiati attacchi, mentre Teheran ha colpito anche infrastrutture energetiche nell’area del Golfo.Secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal, citando fonti governative statunitensi, il Pentagono avrebbe deciso di inviare migliaia di Marines aggiuntivi nella regione, aumentando ulteriormente la tensione.
Impatti su petrolio e mercati
Gli analisti ritengono che un possibile coinvolgimento diretto di truppe sul terreno potrebbe prolungare l’instabilità. Considerando questo scenario, i mercati potrebbero affrontare settimane caratterizzate da prezzi elevati di petrolio e carburanti. Gli investitori, infatti, restano estremamente sensibili a ogni notizia riguardante le infrastrutture energetiche nella regione.
Secondo Mayfield, i mercati azionari non hanno ancora pienamente incorporato il rischio legato a questi eventi, il che lascia spazio a ulteriori possibili ribassi.
Le critiche di Trump alla NATO
Nel frattempo, Donald Trump ha continuato a criticare la NATO, definendola una “tigre di carta” senza il supporto degli Stati Uniti. In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha sostenuto che, nonostante la situazione militare sia ormai sotto controllo, i Paesi alleati si lamentano dell’aumento dei prezzi del petrolio ma non collaborano per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico che influisce direttamente sui costi energetici globali.
