Borse asiatiche contrastate: Seoul guida i rialzi, ma pesano tensioni e petrolio
Andrea Pelucchi
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A Tokyo il Nikkei 225 ha terminato la giornata in rialzo dello 0,6% circa, attestandosi intorno a quota 55.600 punti, sostenuto soprattutto dai titoli tecnologici e industriali. Segno positivo anche per il mercato cinese: lo Shanghai Composite ha chiuso a 4.133,43 punti, in progresso dello 0,25%, grazie a un moderato recupero dei titoli finanziari e dell’industria.
La performance migliore della regione è stata registrata dalla Corea del Sud, dove il Kospi ha guadagnato circa l’1,4%, salendo a 5.609,95 punti. Il listino di Seoul è stato trainato dal comparto dei semiconduttori e della tecnologia, che ha beneficiato di acquisti dopo il pesante sell-off dei giorni precedenti.
Andamento opposto invece per la borsa di Hong Kong: l’Hang Seng ha chiuso in lieve calo dello 0,24%, fermandosi a 25.898,76 punti, frenato dalla debolezza dei titoli immobiliari e dalla cautela degli investitori internazionali.
A pesare sul sentiment dei mercati restano soprattutto le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’escalation del conflitto tra Iran e Israele, con il coinvolgimento degli Stati Uniti, ha spinto al rialzo le quotazioni del greggio, riaccendendo i timori di un possibile shock energetico e di nuove pressioni inflazionistiche a livello globale.
Le preoccupazioni riguardano in particolare la stabilità delle rotte energetiche nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio mondiale di petrolio. Un eventuale blocco delle forniture potrebbe avere ripercussioni significative sulle economie asiatiche, fortemente dipendenti dalle importazioni energetiche.
In questo contesto, gli operatori guardano anche ai prossimi dati macroeconomici statunitensi e alle indicazioni delle principali banche centrali, che potrebbero influenzare le aspettative sui tassi d’interesse e sulla traiettoria dell’inflazione nei prossimi mesi.
Andrea Pelucchi
