L’Asia chiude mista tra incertezze di guerra e petrolio
Andrea Pelucchi
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Le principali Borse asiatiche chiudono la seduta miste, con una prevalenza di vendite che riflette un clima di cautela sui mercati internazionali. A pesare sul sentiment degli investitori sono soprattutto le tensioni geopolitiche, la volatilità del mercato energetico e l’attesa per nuovi segnali sull’andamento dell’economia globale.
A Tokyo l’indice Nikkei 225 ha terminato la seduta in calo dell’1,49%, attestandosi a quota 57.976 punti. Le prese di profitto hanno colpito in particolare i titoli tecnologici e industriali, dopo i forti rialzi registrati nelle settimane precedenti. Gli investitori restano inoltre prudenti in vista delle prossime indicazioni di politica monetaria e dell’andamento dell’economia statunitense, elementi che continuano a influenzare i mercati asiatici.
Andamento negativo anche per la Borsa di Hong Kong, dove l’indice Hang Seng ha chiuso a 26.154 punti, in ribasso dell’1,79%. A frenare il listino sono stati soprattutto i titoli del comparto tecnologico e internet, che hanno registrato prese di profitto dopo i recenti progressi legati al crescente interesse per il settore dell’intelligenza artificiale.
Più stabile invece la Borsa di Shanghai, con l’indice Shanghai Composite che si è mantenuto intorno a quota 4.163 punti, mostrando variazioni contenute. Il mercato cinese ha beneficiato in parte dei dati macroeconomici diffusi di recente, che indicano un rafforzamento delle esportazioni nei primi mesi dell’anno e confermano la solidità del surplus commerciale del Paese.
Seduta volatile anche per la Borsa di Seul, dove l’indice Kospi ha mostrato ampie oscillazioni nel corso delle contrattazioni, riflettendo l’incertezza degli investitori in un contesto globale ancora fragile.
A influenzare l’andamento dei mercati è soprattutto il quadro geopolitico internazionale. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano infatti a mantenere elevata l’incertezza, alimentando forti movimenti nel mercato del petrolio. Il prezzo del greggio ha registrato oscillazioni significative nelle ultime sedute, arrivando a perdere oltre il 10% in intraday prima di recuperare parte delle perdite. Nel complesso gli operatori restano cauti, con l’attenzione rivolta sia agli sviluppi geopolitici sia ai prossimi dati macroeconomici globali.
Andrea Pelucchi
