Guerra in Medio Oriente: hedge fund sotto pressione e perdite miliardarie
Andrea Pelucchi
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La nuova ondata di volatilità sui mercati globali, innescata dall’escalation militare contro l’Iran, ha colpito duramente anche alcuni dei più grandi hedge fund al mondo, tradizionalmente noti per la stabilità dei rendimenti. Nella settimana conclusa il 6 marzo, diversi grandi gestori hanno registrato perdite rilevanti a causa del sell-off diffuso su azioni, obbligazioni e altre classi di attivi.
Tra i più colpiti figura Millennium Management, che avrebbe perso circa 1,5 miliardi di dollari, pari al 1,7% degli asset dichiarati più di recente. La flessione ha di fatto cancellato gran parte del guadagno del 2% accumulato dalla società nei primi due mesi dell’anno. Anche Balyasny Asset Management ha subito un brusco arretramento, con un calo del 3,5%, mentre Point72 Asset Management ha registrato una perdita settimanale del 1,1%, riducendo il progresso da inizio anno al 3,4%.
Le turbolenze sui mercati sono iniziate dopo i raid lanciati il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici e centri di comando in Iran. Le tensioni geopolitiche hanno spinto temporaneamente il prezzo del petrolio vicino ai 120 dollari al barile, prima di un parziale ritracciamento successivo alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui il conflitto potrebbe concludersi “molto presto”.
Oltre alle tensioni geopolitiche, il sentiment degli investitori è stato appesantito anche da un deludente rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti e dalle rinnovate preoccupazioni sul settore del credito privato. Un altro fattore chiave è stato il brusco movimento nel mercato dei titoli di Stato britannici: le aspettative sulla politica della Bank of England sono state riviste rapidamente e il rendimento dei gilt a due anni è balzato di circa 35 punti base in pochi giorni, segnando la peggiore settimana da oltre tre anni.
Il contesto rappresenta una sfida anche per strategie multi-asset altamente diversificate come quelle adottate da Millennium, che impiega oltre 330 team di trading. Nel 2024 i principali hedge fund avevano registrato risultati molto solidi: Millennium aveva chiuso l’anno con un rendimento del 10,5%, mentre Balyasny e Point72 avevano segnato rispettivamente +16,7% e +17,5%. L’attuale fase di turbolenza dimostra però quanto rapidamente gli shock geopolitici possano mettere sotto pressione anche i gestori più sofisticati del settore.
Andrea Pelucchi
