Borse asiatiche in recupero dopo il sell-off: Tokyo e Seoul in testa

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Andrea Pelucchi

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A guidare il rimbalzo è stata Tokyo: l’indice Nikkei 225 ha terminato gli scambi in rialzo di circa il 2,7%, favorito sia dalla flessione delle quotazioni energetiche – elemento positivo per un Paese fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio – sia dalla revisione al rialzo del prodotto interno lordo giapponese, che ha rafforzato le prospettive sull’economia domestica.


Ancora più marcato il recupero della Corea del Sud. Il Kospi di Seoul ha registrato un balzo superiore al 5%, recuperando parte delle pesanti perdite accusate nella seduta precedente, quando il mercato era stato colpito da un’ondata di vendite legate all’escalation geopolitica e al rialzo del greggio. Il rimbalzo è stato sostenuto soprattutto dal comparto tecnologico e dai titoli dei semiconduttori, tradizionale motore del listino coreano.


Segno positivo anche per Hong Kong, dove l’indice Hang Seng ha chiuso in progresso di circa il 2,1%, trainato dal recupero dei titoli tecnologici e internet dopo il calo dei giorni scorsi. Più contenuta invece la performance della Cina continentale: lo Shanghai Composite ha terminato la seduta con un rialzo intorno allo 0,6%, in un clima di maggiore prudenza da parte degli investitori.


Il principale fattore alla base del rimbalzo dei mercati asiatici è stato il ridimensionamento dei timori legati al conflitto in Medio Oriente. Le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha lasciato intendere la possibilità di una conclusione relativamente rapida delle ostilità con l’Iran, hanno contribuito ad allentare la pressione sui mercati energetici. In parallelo, il prezzo del petrolio ha registrato una significativa correzione dopo i forti rialzi delle sedute precedenti, riducendo i timori di un nuovo shock energetico per le economie asiatiche.


A sostenere il sentiment degli investitori hanno contribuito anche alcuni dati macroeconomici relativamente positivi: in Cina le esportazioni dei primi mesi dell’anno si sono dimostrate più solide del previsto, mentre in Giappone la revisione al rialzo della crescita economica ha rafforzato le aspettative sulla tenuta della domanda interna. Nonostante il recupero odierno, gli analisti invitano alla cautela. L’evoluzione della crisi geopolitica resta infatti il principale fattore di rischio per i mercati globali e potrebbe continuare a generare elevata volatilità sui listini nelle prossime sedute.


Andrea Pelucchi