Anche la Formula 1 soffre per la crisi in Medio Oriente
Benedetta Zimone
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La crisi in Medio Oriente mette a rischio anche le azioni della Formula 1, che hanno registrato una perdita di 1,9 miliardi di dollari di valore di mercato dall’inizio del conflitto.
Le azioni del gruppo sono scese di oltre il 7% a New York questa settimana, sebbene la capitalizzazione rimanga superiore ai 21 miliardi di dollari.
Sebbene gli investitori concentrino principalmente l’attenzione su gas e petrolio, considerati i principali protagonisti del quadro geopolitico attuale, la drammatica situazione in Medio Oriente sta avendo ripercussioni significative anche sul mondo della Formula 1.
La stagione F1 2026 prenderà il via questo weekend a Melbourne, ma l’incertezza aleggia sulle gare in Medio Oriente – Bahrain, Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi – a causa del conflitto.
In particolare, la prestigiosa gara di endurance Qatar 1812km è stata posticipata, segnando un nuovo capitolo di sfide per il calendario sportivo internazionale.
La stagione 2026 di Formula 1 parte tra incertezze e tensioni geopolitiche, con il conflitto in Medio Oriente che mette in discussione alcune delle gare più prestigiose e incide sul mercato finanziario della competizione.
Tra spettatori, investitori e team, tutti gli occhi restano puntati sul prossimo Gran Premio, in attesa di capire come la situazione evolverà.
Benedetta Zimone
