Il tragico contesto geopolitico attuale, con il Medio Oriente come principale protagonista, ha immediatamente spinto al rialzo le materie prime in Borsa, in particolare l’oro.
Il metallo prezioso, considerato un bene rifugio, ha registrato un incremento del 3,11% all’apertura dei mercati di lunedì, tornando a superare i 5.409$ l’oncia, vicino ai massimi storici di fine gennaio, quando aveva raggiunto i 5.600$ l’oncia.
La causa principale di questo movimento è stata evidente: gli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran hanno spinto gli investitori verso i beni rifugio nei mercati globali dei metalli preziosi. L’escalation di lunedì ha ulteriormente alimentato il rally in corso, con l’oro che ha registrato rendimenti straordinari, segnando un incremento di circa il 65% nel 2025.
Gli analisti restano preoccupati per una possibile escalation duratura del conflitto e prevedono che il metallo giallo possa arrivare a 6.500$.
Dall’altro canto, l’argento tende a seguire questo rally, con un aumento del 2,4% nella giornata di oggi. Questo forte rimbalzo suggerisce che il prezzo potrebbe continuare la sua ascesa verso il massimo storico di 120$, come ci dicono gli analisti.
La significativa volatilità nel mercato dei metalli preziosi, unita a una crescente domanda come bene rifugio, indica che l’argento potrebbe superare i 120$ nel corso del 2026 e puntare addirittura verso i 150$.
Bnedetta Zimone
