Borse Europee miste mentre gli Investitori valutano utili e Incertezze commerciali

User Avatar

Benedetta Zimone

Share:

Le Borse europee hanno chiuso la seduta di giovedì in ordine sparso, mentre gli investitori hanno bilanciato i risultati societari, le incertezze legate ai dazi e le dinamiche settoriali, con i principali indici incapaci di imboccare una direzione univoca.


In Germania, il DAX ha ceduto lo 0,17% a 25.127,89 punti, in calo di 43,19 punti, rispecchiando un atteggiamento prudente sui titoli industriali e maggiormente esposti all’export. Al contrario, in Francia il CAC 40 ha sovraperformato gli altri listini regionali, avanzando dello 0,35% a 8.589,13 punti, sostenuto dalla solidità dei titoli del lusso e dei comparti difensivi.


Nel Sud Europa si è registrata invece una maggiore debolezza. In Spagna l’IBEX 35 ha perso lo 0,42% a 18.383,76 punti, lasciando sul terreno 77,24 punti, mentre in Italia il FTSE MIB ha limato lo 0,04% a 4.609,0 punti. Il lieve arretramento di Piazza Affari evidenzia la mancanza di una chiara direzionalità tra gli operatori.


A livello paneuropeo, l’Euro Stoxx 50 ha segnato un progresso contenuto dello 0,08% a 6.178,56 punti, confermando un quadro complessivamente eterogeneo tra i diversi settori. Nel Regno Unito, il FTSE 100 ha guadagnato lo 0,20% a 1.749,3 punti, sostenuto dai rialzi dei titoli energetici e legati alle materie prime.


Anche l’ampiezza di mercato ha ribadito il tono misto della seduta: il numero dei titoli in rialzo e in calo si è mantenuto sostanzialmente equilibrato, con aree di forza compensate dalla debolezza dei comparti più sensibili ai tassi d’interesse e alle dinamiche commerciali internazionali.


La divergenza tra i listini riflette le persistenti incertezze sul fronte delle politiche commerciali globali, le aspettative in evoluzione sui tassi d’interesse e le revisioni delle stime sugli utili. Sebbene alcune società continuino a mostrare risultati solidi, gli investitori restano selettivi, privilegiando i titoli difensivi e le aziende con maggiore potere di determinazione dei prezzi.


Nel complesso, le azioni europee si mantengono in prossimità dei massimi recenti, ma in assenza di catalizzatori significativi faticano a trovare lo slancio per un movimento deciso, rimanendo così in una fase laterale in attesa di nuovi segnali macroeconomici e indicazioni dalle prossime trimestrali.