Asia in ordine sparso: Tokyo e Seul sui massimi, Hong Kong arretra
Andrea Pelucchi
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Chiusura contrastata per i listini asiatici nella seduta di giovedì 26 febbraio 2026, con il Giappone e la Corea del Sud in evidenza grazie al rinnovato slancio del comparto tecnologico, mentre Hong Kong ha archiviato la giornata in territorio negativo e Shanghai è rimasta sostanzialmente invariata.
Il Nikkei 225 ha terminato gli scambi in rialzo di circa lo 0,3%, attestandosi in area 58.750 punti, dopo aver aggiornato in avvio nuovi massimi storici oltre quota 59.000. A sostenere il listino nipponico sono stati in particolare i titoli legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale, in scia ai risultati superiori alle attese annunciati da Nvidia, che hanno rafforzato la narrativa sulla solidità della domanda globale di chip avanzati. Il contesto resta inoltre supportato da una politica monetaria ancora accomodante della Bank of Japan, che mantiene condizioni finanziarie favorevoli agli asset rischiosi.
Performance ancora più brillante per il KOSPI, salito di oltre il 3% in area 6.300 punti, aggiornando i record storici. Il rally è stato trainato dai big dei semiconduttori, con gli investitori che hanno incrementato l’esposizione al comparto in un contesto di rinnovato appetito per il rischio.
Segno opposto per l’Hang Seng, che ha ceduto circa l’1%, penalizzato da prese di profitto sui titoli tecnologici cinesi e da un sentiment più cauto sul fronte macro. Lo Shanghai Composite ha chiuso invece poco mosso in area 4.140 punti, riflettendo un equilibrio tra acquisti selettivi e prudenza degli operatori.
Nel complesso, il sentiment regionale si mantiene moderatamente positivo, sostenuto dall’ottimismo sull’AI e dagli utili societari, ma resta condizionato da valutazioni elevate e da variabili geopolitiche – dalle tensioni energetiche ai rapporti tra Stati Uniti e Cina – che inducono gli investitori a un posizionamento tattico più che direzionale.
Andrea Pelucchi
