Indici USA tra le turbolenze dei dazi

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Benedetta Zimone

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I mercati azionari statunitensi stanno registrando un ritracciamento a breve termine a causa delle rinnovate tensioni commerciali, riflettendo una maggiore cautela da parte degli investitori. I titoli tecnologici restano i più sensibili a questi sviluppi, mentre l’oro si è rafforzato e il dollaro si è indebolito, poiché gli investitori cercano beni rifugio in un contesto di avversione al rischio. L’annuncio di una nuova tariffa globale del 15% ha ulteriormente aumentato l’incertezza, colpendo in particolare i settori ciclici, contribuendo al calo dell’indice S&P 500 di circa l’1,08%.


La Federal Reserve ha segnalato una possibile pausa nei tagli dei tassi, mantenendo elevati i rendimenti a breve termine e aggiungendo un ulteriore elemento di cautela al sentiment di mercato.


La profondità del mercato resta limitata, con settori difensivi come biotech ed energia che registrano performance superiori, evidenziando punti di forza selettivi anche nell’attuale contesto di avversione al rischio. Nonostante le pressioni a breve termine, le valutazioni rimangono ragionevoli e la crescita degli utili aziendali continua a sostenere la resilienza del mercato nel lungo periodo.


Nel breve termine, è consigliabile adottare un approccio prudente, poiché i rischi legati alle notizie e l’incertezza politica potrebbero continuare a generare volatilità. Tuttavia, nel medio termine restano opportunità per gli investitori disposti ad agire sui ribassi, poiché i fondamentali dell’economia statunitense e la redditività delle imprese rimangono solidi.


Complessivamente, le recenti fluttuazioni di mercato sono guidate più dalle preoccupazioni legate alle politiche commerciali che da debolezze negli utili aziendali o nei fondamentali economici.