Bitcoin sotto i 65.000 dollari: vendite delle whale e timori sui dazi Usa scuotono il mercato cripto
Andrea Pelucchi
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Nuova ondata di vendite sul comparto delle criptovalute. Il 23 febbraio 2026 il Bitcoin è sceso sotto la soglia psicologica dei 65.000 dollari, toccando un minimo intraday in area 64.400 prima di un parziale rimbalzo verso i 66.000 dollari. La flessione nelle ultime 24 ore si attesta intorno al 3%, ma il movimento assume un significato più ampio alla luce del contesto macroeconomico e dei flussi on-chain.
A innescare il sell-off sono stati in primo luogo i rinnovati timori sui dazi statunitensi. Le indiscrezioni su nuove tariffe commerciali al 15% hanno riacceso l’avversione al rischio sui mercati globali, spingendo gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset più volatili, tra cui le criptovalute. In parallelo, l’oro ha beneficiato di acquisti difensivi, confermando la rotazione verso beni rifugio.
Sul fronte interno al mercato cripto, i dati blockchain evidenziano un incremento dei trasferimenti di grandi quantità di BTC verso gli exchange: un segnale tipico di prese di profitto da parte delle cosiddette “whale”. Le vendite hanno innescato un effetto domino sulle posizioni a leva, con centinaia di milioni di dollari di contratti long liquidati in poche ore, amplificando la volatilità.
La debolezza non ha risparmiato le principali Altcoin. Ethereum scivola intorno a 1.900 dollari, in calo di oltre il 3%, mentre Solana perde terreno più marcatamente, attestandosi in area 80 dollari. Tra i token a maggiore componente retail, Dogecoin arretra sotto 0,10 dollari, risentendo del clima di generale riduzione del rischio.
La capitalizzazione complessiva del mercato digitale registra una contrazione significativa, con volumi in aumento nelle fasi di discesa, segnale di pressione in vendita prevalente. Dal punto di vista tecnico, l’area dei 65.000 dollari per Bitcoin rappresenta ora un supporto chiave: una rottura decisa potrebbe aprire spazio verso i 60.000, mentre un consolidamento sopra tale livello restituirebbe fiducia agli operatori.
Il quadro resta dominato dall’incertezza macro e dalla sensibilità del settore cripto ai flussi speculativi. Dopo mesi di rialzi sostenuti, il mercato si confronta con una fase di assestamento che mette alla prova la solidità della domanda e la tenuta dei livelli tecnici di medio periodo.
Andrea Pelucchi
