Mercati europei ripiegano dai massimi storici: Airbus e Renault pesano sugli indici nonostante i progressi strategici di Nestlé
Benedetta Zimone
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L’attuale scenario dei mercati europei presenta un quadro complesso. Dopo un periodo di crescita sostenuta che ha spinto lo STOXX 600 al record di 628,70 punti ,segnando un guadagno del 3,22% da inizio anno ,la sessione odierna riflette una necessaria "pausa di riflessione". Gli investitori stanno infatti metabolizzando una massiccia ondata di trimestrali nel contesto delle crescenti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Questa analisi non interpreta l'attuale ripiegamento, che ha visto lo STOXX 600 cedere circa lo 0,4%, come un’inversione di tendenza, bensì come uno spostamento idiosincratico in cui le narrazioni dei singoli settori stanno prevalendo sul momentum generale degli indici.
I risultati societari sono diventati il principale motore della volatilità, rivelando una significativa divergenza tra i settori dei servizi, altamente performanti, e i giganti industriali in difficoltà. Nestlé rappresenta l’esempio perfetto dell'attuale preferenza del mercato per la chiarezza strategica rispetto ai risultati immediati. Nonostante un calo del 17% dell'utile netto annuale (sceso a 9 miliardi di franchi svizzeri) e una flessione del 2% delle vendite totali, il titolo ha guadagnato quasi il 3% negli scambi mattutini. Gli investitori stanno guardando oltre il recente richiamo di latte artificiale per neonati e premiano la crescita organica del 3,5%, oltre alle trattative avanzate per la vendita del business dei gelati a Froneri. Ciò suggerisce che, nell'attuale contesto di tassi elevati, il mercato stia premiando le aziende capaci di dimostrare agilità e un percorso verso l'espansione dei margini, anche se i volumi storici rimangono sotto pressione.
I settori industriale e automobilistico, tuttavia, evidenziano le persistenti sfide sul lato dell'offerta e della contabilità che continuano a frenare il manifatturiero europeo. Le azioni Airbus sono crollate del 5,4% dopo che la società ha segnalato che la fragilità della catena di approvvigionamento rimane un collo di bottiglia, riducendo l'obiettivo di consegne per il 2026 a 870 aeromobili — una cifra inferiore alle 880 unità previste dagli analisti. Allo stesso modo, i risultati finanziari di Renault hanno dipinto un quadro fortemente influenzato da poste straordinarie: se da un lato la casa automobilistica francese ha visto i ricavi salire del 3% a 57,9 miliardi di euro, dall'altro ha registrato una massiccia perdita netta di 10,9 miliardi di euro. Questo deficit è stato causato principalmente da una svalutazione contabile non monetaria legata alla partecipazione in Nissan, una mossa che il CEO François Provost ha attribuito a un "contesto di mercato difficile". Nonostante la pesante perdita, le azioni Renault sono inizialmente salite del 2%, poiché il mercato si è concentrato sulla crescita dei ricavi sottostanti piuttosto che sugli aggiustamenti contabili.
Sul fronte macroeconomico, l’andamento dei principali indici nazionali riflette questa tensione tra crescita e consolidamento. Il DAX 40 tedesco, che mercoledì era balzato a livelli record con un +1,12%, sta rallentando oggi attestandosi a circa 25.269,77 punti. Il CAC 40 francese ha seguito una sessione record simile — con un guadagno dello 0,81% — stabilizzandosi intorno a 8.429,03 punti. Nel Regno Unito, il FTSE 100 oscilla vicino a 10.687,90 punti dopo aver raggiunto il suo massimo storico intraday di 10.715,77 nella giornata di ieri. Il precedente guadagno dell'1,25% dell'indice britannico, sostenuto dai pesi massimi dell'energia e del minerario come Rio Tinto e Zurich Insurance, funge attualmente da copertura naturale contro i rischi geopolitici che pesano sugli indici continentali, più orientati al settore industriale.
Dal punto di vista del posizionamento strategico, la raccomandazione rimane di "Cauta Positività", con una forte enfasi sulla selezione dei titoli. Gli utili record visti in settori che vanno dalle assicurazioni alle telecomunicazioni indicano che i bilanci delle aziende europee sono fondamentalmente sani. Tuttavia, i guadagni facili del rally di inizio 2026 sono probabilmente terminati. Gli investitori dovrebbero orientarsi verso società con un comprovato potere di determinazione dei prezzi (pricing power) e chiare storie di ristrutturazione, mantenendo al contempo una copertura tattica sull'energia per compensare eventuali shock geopolitici. Lo STOXX 600 sta testando i propri livelli di supporto e, sebbene la volatilità a breve termine sia garantita, l'integrità strutturale del mercato europeo suggerisce che questo periodo di consolidamento sia il preludio a una nuova fase di rialzo guidata dagli utili nella seconda metà dell'anno.
