Mercato dei Cat Bond: tra rendimenti in calo e nuove frontiere di rischio
Benedetta Zimone
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Il mercato dei catastrophe bond sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Secondo l'ultima analisi di Swiss Re, gli investitori stanno assistendo a un progressivo restringimento dei premi di rischio, tornati al 5,2%: un livello che non si vedeva dal periodo precedente all'uragano Ian (2022). Questa compressione, ben lontana dall'11% registrato all'inizio del 2023, è figlia di un massiccio afflusso di capitali. Se da un lato l'assenza di sinistri catastrofici globali nel 2024 ha favorito l'emissione di nuovi titoli, dall'altro la crescente offerta di capitale ha inevitabilmente abbassato i rendimenti potenziali per chi investe.
Tuttavia, questa apparente stabilità dei mercati finanziari stride violentemente con la realtà territoriale europea, segnata dalla recente e drammatica strage ferroviaria di Niscemi. Mentre gli analisti di Bloomberg e Swiss Re osservano come i cat bond siano diventati ancore strutturali nei programmi di riassicurazione, il disastro siciliano evidenzia una frattura profonda tra i modelli matematici e la fragilità delle infrastrutture colpite da eventi meteorologici estremi.
La tragedia di Niscemi, causata dal cedimento strutturale dei binari sotto la pressione di piogge torrenziali senza precedenti, trasforma quello che la finanza definisce un rischio secondario in una perdita primaria, non solo economica ma soprattutto umana. L'espansione del mercato verso nuove classi di rischio, come gli incendi boschivi precedentemente ritenuti troppo difficili da modellare, dimostra una crescente fiducia degli investitori nella capacità della scienza dei dati di prevedere il disastro.
Eppure, il caso siciliano suggerisce che la velocità del cambiamento climatico stia superando la capacità di aggiornamento di questi strumenti. Se da un lato il rendimento totale dell'indice Swiss Re Global Cat Bond ha registrato performance record negli ultimi anni, la non correlazione di questi titoli con la volatilità dei mercati azionari o i dazi geopolitici non li rende immuni alla realtà del degrado infrastrutturale.
Il settore dei titoli assicurativi si trova oggi a un bivio fondamentale. Gli emittenti non utilizzano più il mercato solo per integrare la capacità di spesa, ma per introdurre durabilità e chiarezza dei prezzi nelle loro strategie di gestione. Ma la chiarezza dei prezzi, in un contesto come quello del sud Italia, deve ora fare i conti con l'urgenza di finanziare la resilienza. La tragedia di Niscemi impone una riflessione sulla funzione sociale di questi 60 miliardi di dollari di capitale: non possono restare semplici scommesse sulla clemenza del tempo, ma devono evolvere in strumenti capaci di sostenere la messa in sicurezza di reti di trasporto che, di fronte alla crisi climatica, si rivelano tragicamente inadeguate.
Benedetta Zimone
