Investire sul nuovo colosso di Musk più AI in vista dell’IPO

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Benedetta Zimone

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Sia Space X sia AI, i due gioelli di Musk in via di fusione e quotazione, sono attualmente “proprietà privata”, il che significa che le sue azioni non sono scambiate in borsa, al contrario di quanto avviene per Tesla che è già quotata.

Per coloro che vorrebbero avere almeno avere una fetta di torta, prima che avvenga il debutto a Wall Street, raggiungere l’obiettivo è una corsa in salita, se no una mission impossibile: gli acquirenti pre-“ipo” sono infatti un club esclusivo.


Il modo più diretto per acquistare un po’ di azioni del nuovo colosso dell’intelligenza artificiale e dello spazio, - a parte chiederlo direttamente a Musk o essere un dipendente di Space X o AI- è cercare uno degli investitori iniziali delle due società e convincerlo con ogni mezzo di vendere prima della quotazione, in particolare venture capitalist o ex dipendenti.


Il primo problema sono i soldi: l’unica via legale per acquistare azioni in questo genere di società è diventare quello che è chiamato un investitore accreditato. Per le autorità di vigilanza americane, l’accredited investor è un soggetto che ha guadagnato oltre 200 mila dollari ( 300 mila dollari per le coppie sposate) o patrimonio netto di un 1 milione di dollaro – esclusa la prima casa-


Il vero problema è che soltanto gli investitori americani potranno partecipare in ogni caso in quella che si profila come la più grande operazione borsistica del decennio.


Benedetta Zimone