Paramount-Warner, accordo con gli Stati. Ora la fusione può andare avanti

Dopo mesi di battaglia, David Ellison ottiene il via libera alla fusione con Warner Bros. Discovery in cambio di nuovi investimenti nel cinema, garanzie per i lavoratori e vincoli sulla produzione.


L'accordo sblocca la maxi-fusione di Hollywood

La lunga battaglia tra Paramount Skydance e il procuratore generale della California Rob Bonta è arrivata a una svolta. Paramount ha raggiunto un accordo con una coalizione di 12 Stati americani che avevano contestato sul piano antitrust l'acquisizione di Warner Bros. Discovery, aprendo così la strada alla conclusione di una delle più grandi operazioni mai viste nell'industria della Settima Arte, dal valore di circa 110-111 miliardi di dollari. L'intesa, annunciata il 21 settembre, dovrà ora essere approvata dal tribunale.


Per David Ellison, AD di Paramount Skydance, si tratta del passaggio decisivo per portare a termine un'operazione inseguita per mesi. La causa aveva infatti creato un ostacolo concreto alla fusione, mentre si avvicinava anche la scadenza del 1° ottobre, oltre la quale Paramount avrebbe dovuto sostenere costi aggiuntivi legati al mancato closing. Il nuovo accordo elimina il principale ostacolo giudiziario e consente alla società di puntare alla chiusura dell'operazione nelle prossime settimane.


Più investimenti nel cinema e nuove garanzie

Il compromesso prevede una serie di impegni vincolanti per la nuova società. Paramount dovrà aumentare di almeno 1,5 miliardi di dollari in cinque anni gli investimenti nella produzione cinematografica statunitense rispetto ai livelli del 2025. È inoltre previsto un minimo di 30 film all'anno nei primi due anni e di 32 nei tre anni successivi, con almeno quattro produzioni indipendenti ogni anno. In caso di mancato rispetto degli obiettivi, sono previste penalità economiche e, in determinate circostanze, anche la cessione di Miramax.


L'accordo introduce inoltre misure per tutelare i lavoratori dell'industria dell'intrattenimento e prevede un fondo da 47,5 milioni di dollari per i lavoratori coinvolti dagli effetti della fusione. Sul fronte televisivo, sono state inserite garanzie sulla gestione delle trattative per i canali via cavo e sull'indipendenza editoriale di CBS News e CNN, con la creazione di un apposito News Editorial Independence Board.


Una nuova potenza dell'intrattenimento

La fusione unirà sotto lo stesso gruppo alcuni dei marchi più importanti dell'industria audiovisiva americana, tra cui Paramount, Warner Bros., HBO, CNN, CBS e le piattaforme streaming Paramount+ e HBO Max. L'operazione punta a creare un nuovo grande polo globale capace di competere con i colossi dello streaming e dell'intrattenimento, in un mercato sempre più concentrato e dominato dalla competizione tra cinema, televisione e piattaforme digitali.


Per Hollywood si apre quindi una nuova fase. L'accordo risolve il principale contenzioso antitrust che minacciava l'operazione, ma lascia sul tavolo interrogativi sull'integrazione delle due società, sul futuro dell'occupazione e sull'equilibrio competitivo del mercato. Bonta ha sottolineato che il settlement non rappresenta un'approvazione politica della fusione, ma il risultato di un compromesso finalizzato a tutelare produzione, lavoratori e concorrenza.


Andrea Pelucchi