Resident Evil di Zach Cregger debutta forte in Italia e punta agli USA

Il nuovo reboot apre al primo posto in Italia con oltre 260 mila euro. Negli Stati Uniti previsto un debutto tra 40 e 50 milioni di dollari, con la possibilità di stabilire il nuovo record della saga.


Resident Evil parte al primo posto in Italia

Il nuovo reboot della saga videoludica cult diretto da Zach Cregger - già dietro la macchina da presa di Barbarian (2022) e Weapons (2025) - debutta subito in testa al box office italiano. Nella giornata d'esordio, giovedì 17 settembre, il film ha incassato oltre 260.304 euro, portando in sala 32.907 spettatori e registrando la miglior media per cinema della giornata, pari a 832 euro. Un risultato che gli permette di conquistare quasi un terzo degli incassi complessivi giornalieri.


Il film di Cregger supera è riuscito a superare il debutto del primo Resident Evil del 2002, fermatosi a 206.121 euro, e si colloca sui livelli di alcuni dei capitoli più fortunati della saga. Il confronto è ancora più significativo rispetto a Resident Evil: Welcome to Raccoon City di Johannes Roberts, che nel 2021 aveva chiuso la propria corsa italiana con 553.813 euro complessivi.


Gli Stati Uniti possono trasformare il debutto in un successo commerciale

Il vero banco di prova sarà però il mercato nordamericano. Le stime più recenti di Boxoffice Pro prevedono per il weekend d'esordio americano un incasso compreso tra 40 e 50 milioni di dollari. Se le previsioni diventeranno realtà, Resident Evil andrebbe a sfondare il precedente record della saga negli Stati Uniti e Canada, detenuto da Resident Evil: Afterlife con 26,6 milioni di dollari nel 2010. Deadline indica una previsione totale intorno agli 80 milioni di dollari, a fronte di un budget produttivo di 75 milioni di dollari.


I futuri dati del box office del primo fine settimana andranno a definire in modo più chiaro il successo del film e di un eventuale futuro della saga, ma come punto di partenza non è affatto male. A giocare a favore di Cregger sono senza dubbio l'accoglienza critica nettamente superiore a quella dei precedenti adattamenti (su Rotten Tomatoes è esploso con 96% di critica e 92% di pubblico) e il successo di Weapons, che aveva consolidato il regista come uno dei nomi più interessanti dell'horror contemporaneo, soprattutto per la sua particolare creatività nel mescolare lo spavento con l'ironia. Resident Evil punta così a far rinascere il franchise con una verve tutta nuova, più autoriale e ricercata.


Andrea Pelucchi