Paul Walker, il possibile ritorno in Fast & Furious
Paul Walker potrebbe tornare, almeno digitalmente, nel capitolo conclusivo di Fast & Furious. Al momento, però, non esiste alcuna conferma ufficiale da parte di Universal sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale per riportare sullo schermo l'attore scomparso nel 2013. L'ipotesi è emersa dalle dichiarazioni del fratello Cody Walker, che ha spiegato come le tecnologie oggi disponibili e il materiale d'archivio mai utilizzato potrebbero rendere possibile una nuova apparizione di Brian O'Conner.
Cody Walker, che insieme al fratello Caleb aveva contribuito a completare Furious 7 dopo la morte di Paul, ha inoltre escluso un proprio ritorno come controfigura. Secondo Walker, un'eventuale decisione dovrebbe soprattutto tenere conto della volontà della figlia dell'attore, Meadow. Il futuro di Brian O'Conner resta quindi ancora incerto, mentre Vin Diesel ha già espresso in passato il desiderio di riunire nuovamente Dom Toretto e Brian nel capitolo conclusivo della saga.
La notizia, proprio perché ancora sospesa tra possibilità tecnica e scelta creativa, porta però con sé una domanda molto più grande del destino di un singolo personaggio: che cosa succede quando il cinema acquisisce la capacità di ricreare digitalmente un attore?
Se l'AI può ricreare un attore, cosa resta della sua interpretazione?
Il caso Paul Walker porta l'intelligenza artificiale davanti a una delle frontiere più delicate dell'industria cinematografica. Non si tratta più soltanto di utilizzare la tecnologia per correggere un'immagine, ringiovanire un volto o completare una scena. La prospettiva è quella di poter ricostruire una presenza attoriale attraverso il volto, la voce, i movimenti e il materiale registrato durante la carriera.
È una possibilità che apre scenari creativi enormi, ma anche interrogativi difficili da ignorare. Dove finisce l'interpretazione dell'attore e dove comincia quella dell'intelligenza artificiale? Chi ha il diritto di decidere come utilizzare l'immagine di un interprete dopo la sua morte? Nel caso di Walker, la questione assume un peso particolare proprio perché l'attore è ancora legato a doppio filo all'identità emotiva della saga.
Il precedente di Furious 7 dimostra già quanto cinema e tecnologia possano fondersi. Dopo la morte di Walker, la produzione utilizzò i fratelli dell'attore come controfigure insieme a materiale girato in precedenza e interventi di effetti visivi per completare la sua storia. Oggi gli strumenti generativi rendono però ipotizzabile qualcosa di diverso: non soltanto completare ciò che un attore aveva già iniziato, ma creare ex novo una performance di un attore, più o meno ancora in vita.
Quale sarà il posto dell'uomo nel cinema del futuro?
È qui che il possibile ritorno di Paul Walker smette di essere soltanto una curiosità legata a Fast & Furious. Se l'IA arrivasse al punto di poter ricreare un'intera figura attoriale, la discussione non riguarderebbe più soltanto gli interpreti scomparsi. Il suo impatto potrebbe estendersi progressivamente a molte altre professioni dell'industria audiovisiva: doppiatori, stunt performer, artisti degli effetti visivi, concept artist, compositori, montatori e persino sceneggiatori.
La domanda, quindi, non è necessariamente se l'intelligenza artificiale sostituirà il cinema umano. È capire quale parte del cinema continuerà a richiedere necessariamente una persona in carne e ossa. La tecnologia potrebbe diventare uno strumento nelle mani degli artisti, ma potrebbe anche trasformarsi in una tecnologia capace di replicare alcune delle loro funzioni. Ed è proprio questa ambivalenza a rendere il tema tanto affascinante quanto inquietante.
Forse Paul Walker non tornerà mai in Fast & Furious. Forse Brian O'Conner rimarrà esattamente dove la saga lo aveva lasciato, lontano dalla telecamera e intento a vivere la propria vita insieme alla famiglia. Ma il semplice fatto che oggi si possa discutere davvero della possibilità di ricreare digitalmente un attore morto più di dieci anni fa racconta già qualcosa del cinema verso cui stiamo andando.
Andrea Pelucchi