Warsh: “L’inflazione resta elevata”, la Fed evita indicazioni sui tassi

Il neopresidente della Fed ha da poco espresso i suoi timori sul quadro inflazionistico a Jackson Hole



Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha espresso preoccupazione per l’elevato livello dell’inflazione, senza tuttavia fornire indicazioni sulla direzione che dovrebbe prendere la politica monetaria. Nel suo intervento al simposio annuale della Fed a Jackson Hole, Warsh ha evitato di indicare se ritenga necessari tassi di interesse più alti o di delineare le condizioni che potrebbero giustificare un cambiamento di politica.


Warsh ha scelto di concentrarsi sulla propria filosofia di politica monetaria, sottolineando di essere impegnato “in una disciplina, non in una decisione”. Il presidente della Fed ha così evitato sia indicazioni prospettiche sui tassi sia una vera e propria “reaction function”, cioè i segnali economici che potrebbero determinare un aggiustamento della politica monetaria.


Il messaggio centrale riguarda l’inflazione. Warsh ha riconosciuto che i recenti dati su PCE e CPI sono stati migliori delle attese, ma ha avvertito che non mostrano ancora un miglioramento significativo delle tendenze sottostanti. La Fed, ha spiegato, deve avere la certezza che l’inflazione di fondo stia tornando verso l’obiettivo “chiaramente e a una velocità sufficiente”.


Le parole del presidente arrivano mentre Wall Street si muove poco distante dalla parità. L’S&P 500 ha aperto sostanzialmente invariato, dopo un iniziale rialzo dello 0,1%, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,1%. Il Dow Jones è salito di circa 92 punti, pari allo 0,2%, subito dopo l’avvio delle contrattazioni.

L’intervento di Warsh lascia quindi aperta la questione sulle prossime mosse della banca centrale, mantenendo l’attenzione dei mercati sui prossimi dati macroeconomici e sull’evoluzione dell’inflazione.