Yen stabile a 159 dollari dopo intervento USA


Lo yen resta sotto pressione sul mercato valutario e si mantiene intorno a quota 159 per dollaro, dopo aver restituito buona parte dei guadagni messi a segno in seguito all'intervento coordinato di Stati Uniti e Giappone dello scorso mese.


Secondo una stima di Macquarie, il 31 luglio le autorità statunitensi avrebbero venduto circa 500 milioni di dollari di euro contro yen. Una cifra contenuta rispetto agli interventi effettuati da Tokyo: tra il 30 e il 31 luglio il Giappone avrebbe utilizzato circa 85 miliardi di dollari per sostenere la propria valuta.


Per Gareth Berry, responsabile della strategia FX e tassi di Macquarie, l'effetto della partecipazione americana sarebbe derivato soprattutto dal segnale inviato ai mercati, più che dalla dimensione dell'operazione.

Washington, tuttavia, avrebbe ancora spazio per intervenire nuovamente qualora lo yen dovesse indebolirsi ulteriormente. Macquarie stima infatti che il Tesoro e la Federal Reserve dispongano di circa 25,9 miliardi di dollari in riserve denominate in euro, potenzialmente utilizzabili attraverso il cambio EUR/JPY per replicare più volte operazioni di entità simile.


La capacità di intervento sarebbe ancora maggiore nel caso di un'azione diretta sul cambio USD/JPY: secondo Macquarie, in questo scenario le risorse a disposizione delle autorità statunitensi potrebbero essere, almeno in teoria, quasi illimitate.


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